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l'editoriale della domenica

L'Italia batte la Grecia?

In foto: pexels
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di Carlo Alberto Pari   
Tempo di lettura 4 min
Dom 24 Mag 2026 07:44 ~ ultimo agg. 21 Mag 18:54
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L’EDITORIALE DELLA DOMENICA

di Carlo Alberto Pari

Il titolo, non è il risultato di una partita della nazionale di calcio, anche se ultimamente, pur non seguendo per nulla la materia, mi sembra di capire che
potrebbe essere un’auspicabile traguardo. Di converso, è un titolo preoccupante, perché non parliamo dello svago o dell’effimero, ma di una parte
fondamentale del vivere quotidiano e soprattutto, del futuro. Anni addietro, durante la crisi del debito della Grecia, tanti “esperti” nostrani citavano: il nostro rapporto Debito pubblico/ Pil ( Prodotto interno lordo) non sarà mai come quello della Grecia. Avevano ragione, le attuali previsioni per il 2026 prevedono che sarà PEGGIORE! Il nostro rapporto Debito/Pil, salvo errori ed arrotondamenti, è previsto alla fine del 2026 sopra al 138%, quello Greco, un poco sotto al 137%. Il nostro debito pubblico, nel disinteresse quasi generale, sempre salvo errori, è aumentato nel 2025 di quasi 129 miliardi, avete letto bene quasi 129 miliardi e di certo, le “colpe” arrivano anche da lontano. Con gli stessi soldi, si sarebbero potuti sistemare gran parte dei nostri lancinanti ed incancreniti problemi, partendo dalla sanità, che appare sempre meno universale.
Lo scrivo ogni settimana, da anni, i debiti di questo Paese crescono troppo ed appaiono forse troppo poco considerati, salvo l’arrivo dell’emergenza. Quando
accade, non di rado arriva un Tecnico, taglia qualcosa di sostanzioso, magari ai lavoratori, ad esempio le pensioni dilatate nel tempo e tutto riprende nella “anormalità” quotidiana. Eppure, un Paese iper-indebitato non sembra un Paese libero, è assoggettato ai mercati finanziari, è succube di ogni evento imprevedibile (crisi, guerre, pandemie, ecc) , perché non ha margini di intervento adeguati. L’Italia avrebbe necessità di finanziare adeguatamente la sanità, la sicurezza, le carceri, la difesa, l’istruzione, avrebbe necessità di cospicui interventi per mettere in sicurezza i territori, abbassare le tasse ai lavoratori per adeguare i salari, ridurre la tassazione sulle imprese per renderle più competitive, ed altro ancora. Un debito estremamente elevato ci impedisce tutto questo? Credo di si! Non basta, se si contraggono enormi debiti a lungo termine per vivere il presente, appare evidente che si scaricano i problemi sulle future
generazioni, che si troveranno questa tremenda eredità, unita a diseguaglianze sociali che appaiono ormai insostenibili, cui aggiungere un calo demografico
devastante che compromette e comprometterà ulteriormente la situazione, non solo del debito, ma anche delle pensioni ( con il sistema a ripartizione,
banalmente, quelli che lavorano pagano la rendita ai pensionati, perché i contributi versati dagli stessi nei decenni precedenti sono già stati spesi).
Una bella eredità per figli e nipoti? Eppure, ad ogni “perenne” emergenza (crisi finanziarie, crisi economiche, crisi energetiche, guerre, pandemie, ecc, ecc) si continua molto spesso a chiedere di indebitarci ancora, mentre non abbiamo ancora terminato l’extra debito creato dal PNRR, perché oltre ai soldi elargiti dal piano, ne abbiamo chiesti a debito una ulteriore montagna, salvo errori, oltre 120 miliardi, peraltro unici, che inizieremo a pagare con gli interessi, credo dal 2028 ! Ripartirà l’economia affermavano in tanti, Sicuramente sono aumentati i debiti, l’economia sembra ancora al palo! Un premio aggiuntivo alla bella eredità? E’ molto più difficile trovare il CORAGGIO di tagliare ciò che lo Stato spende e non è indispensabile, nessuno vuole rischiare di perdere consenti, nessuno desidera “sanguinose” battaglie contro coloro ai quali si dovrebbero tagliare o ridurre elargizioni, finanziamenti, carriere automatiche, commissioni, privilegi, ecc, ecc..
Purtroppo, noi abbiamo continuato imperterriti ad indebitarci (anche promulgando discutibilissimi provvedimenti, vedi ad esempio il superbonus, a mio avviso, un dramma costosissimo ed ingiusto), mentre la Grecia tagliava, forse, persino il necessario, per ritornare ad un debito sostenibile o almeno meno rischioso.
Concludo con altri dati (arrotondati) , utili per attente riflessioni. La Francia ha un rapporto debito PIL a circa 117%, la Spagna a circa il 100%, la Germania a
circa 63% . L’unione europea ha una media di circa 82%, il nostro è già oltre il 137%. Non dobbiamo essere felici se si continua a spendere accumulando
debito. Non dobbiamo disinteressarci se si spende denaro pubblico per l’inutile o l’effimero o peggio, per il consenso. A mio modesto avviso, in questo modo si dimostra interesse, o se preferite una parola “più forte”, amore per il nostro Paese e soprattutto, si salvaguarda il futuro delle generazioni che verranno. Teniamone conto, nella solitudine della cabina elettorale.

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