Assaltarono portavalori a Riccione, condannato a 9 anni uno dei rapinatori
Fu un colpo da professionisti, studiato nei minimi dettagli, quello messo a segno il 23 febbraio del 2021 da almeno tre uomini armati di fucili automatici, entrati in azione sul retro delle Poste di viale Corridoni a Riccione. E' all'interno di un un Fiat Doblò, con l’adesivo sulla fiancata delle Poste, e un piccolo spioncino ricavato nel portellone posteriore, che due dei tre malviventi attesero l'arrivo del furgone blindato. Quando uno dei due vigilantes scese dal portavalori con un pacco contenente 30mila euro in contanti, i rapinatori uscirono dal mezzo e stesero a terra la guardia giurata puntandogli il fucile alla nuca. In quei frangenti tentarono addirittura di sottrargli la pistola d'ordinanza. Poi fuggirono con i contanti a bordo di una Fiat 500 che li attendeva a poche decine di metri.
Nel frattempo, grazie ad un'indagine certosina condotta dai carabinieri di Riccione, sono finiti a processo tre foggiani, un 45enne e un 44enne accusati di essere gli autori materiali del colpo, e un 52enne imputato per la ricettazione di targhe clonate. A distanza di cinque anni e mezzo dal fatto, nel pomeriggio il tribunale collegiale di Rimini ha condannato il primo (difeso dall'avvocato Giuliano Renzi) a 9 anni e 4 mesi di reclusione, mentre ha assolto il secondo (assistito dall'avvocato Matteo Tenace del foro di Foggia) per mancanza di prove. Condanna lieve per il terzo imputato (difeso dall'avvocato Luigi Marinelli del foro di Foggia): 2 mesi e 20 giorni di reclusione, pena sospesa. Ad incastrare il 45enne, alcune tracce di Dna isolate all'interno del Doblò. Scontato il ricorso in Appello, una volta lette le motivazioni. Tutti e tre gli imputati sono tuttora in libertà.










