Liste d'attesa. Forza Italia attacca: liste chiuse e cittadini "fantasma"
Il primo Bollettino Agenas sulle liste d'attesa evidenzia un miglioramento diffuso delle performance regionali nel rispetto dei tempi massimi di garanzia tra il primo semestre 2025 e il primo semestre 2026, sia per le prime visite sia per gli accertamenti diagnostici. Per le prime visite, sette Regioni confermano gli elevati livelli di aderenza ai tempi di garanzia già raggiunti nel 2025. Liguria e Lombardia registrano i progressi più significativi, mentre Emilia-Romagna, Piemonte e Provincia autonoma di Bolzano migliorano pur mantenendosi sotto la soglia dell'80%. Segnali di peggioramento emergono invece in Abruzzo, Sicilia, Sardegna e Provincia autonoma di Trento. In cinque Regioni il rispetto dei tempi resta inferiore al 70%. Anche per gli accertamenti diagnostici il quadro è prevalentemente positivo: dieci Regioni confermano percentuali superiori all'80%, mentre Liguria e Lombardia migliorano sensibilmente rispetto al 2025.
Intanto però il tema delle liste d'attesa riscalda la politica regionale. "L'Emilia-Romagna 'apra' le sue liste d'attesa in sanità" chiede a gran voce il gruppo di Forza Italia in Assemblea legislativa con tanto di ordine del giorno appena protocollato e illustrato alla stampa. "Abbiamo appena concluso una raccolta di firme in tutte le città regionali e ora diciamo alla giunta di stanziare più soldi - spiega il capogruppo Pietro Vignali -. Soprattutto, la Regione vari un piano straordinario sulle liste d'attesa, come ha fatto il Piemonte: più prestazioni, quindi, non solamente di giorno ma anche di sera e nei fine settimana. Dev'essere migliorato il sistema di monitoraggio, inoltre, perché ci sono ancora troppe liste chiuse così come sistemi di 'pre-lista' o altro ancora". Nel territorio di Bologna, è l'esempio fornito dalla consigliera Valentina Castaldini, secondo un riscontro di qualche giorno fa "la prima disponibilità di una tac è per maggio 2027, mentre per la risonanza magnetica la lista è proprio chiusa. Per una visita cardiologica nessuna possibilità, di nuovo, mentre la lista d'attesa per l'oculistica è sospesa". Anche per Castaldini quindi "è una situazione molto preoccupante: proprio in questi giorni siamo alle prese in Regione con l'assestamento di bilancio, ma non c'è traccia di novità in questo ambito. Tutto il sistema deve migliorare, perché le tasse servono in primo luogo proprio alla sanità". Rimarca poi Vignali, rivolto alla giunta de Pascale: "La giunta dell'Emilia-Romagna non vara un piano sulle liste d'attesa perché dice che non ce n'è bisogno e che va tutto bene. La Corte dei Conti ha stigmatizzato più di una volta sul mancato utilizzo della legge Balduzzi, da parte di diverse Ausl, per abbattere le liste d'attesa. Non viene utilizzata l'intramoenia, poi, col pagamento del ticket da parte del cittadino. 'Non c'è necessità', dice però la giunta". E anche gli stessi dati a tema della Regione, aggiunge Vignali, "non rispecchiano la realtà, non tenendo conto di tutti i cittadini che vanno a prenotare senza ottenere però un appuntamento, come se fossero cittadini fantasma. Io stesso me ne sono reso conto- svela il capogruppo- cercando di prenotare lo scorso autunno due visite a Parma. Ho trovato liste chiuse, senza alcuna possibilità di prenotare nulla. Il sistema di monitoraggio, quello che poi finisce a Roma, è quindi falsato". Aggiunge Castaldini rilanciando quindi l'ordine del giorno: "Non si può entrare nelle liste d'attesa, se vengono chiuse. Per questo sono una cittadina fantasma, nel senso che non rientro nella richiesta che mando alla Regione di avere un servizio sanitario. Viene così falsificato un dato importantissimo".










