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non basta aumento prestazioni

Liste d'attesa. Feletti (Anaao): serve più appropriatezza, l'IA può aiutare

In foto: Francesco Feletti
Francesco Feletti
di
Redazione
   
Tempo di lettura 5 min
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Sanità 'aumentata' per sgravare i medici dai carichi burocratici grazie all'intelligenza artificiale, guadagnando così più tempo per le cure. E anche per ridurre le liste d'attesa. E' la ricetta proposta da Anaao-Assomed in Emilia-Romagna, a Bologna per il Forum 'Ospedale e territorio: una rete, non due sistemi'. L'incontro è anche l'occasione per il segretario del sindacato medico, Francesco Feletti, di presentare le linee per il nuovo mandato.

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Secondo Anaao, "il tema delle liste d'attesa e in generale il tema della qualità del lavoro negli ospedali è gravato da una burocrazia opprimente che toglie tempo alle cure- spiega Feletti- l'Ocse ha stimato che il 25% della spesa sanitaria potrebbe essere ridotta perché dovuto a inefficienze, ricoveri impropri, farmaci non necessari, visite o indagini duplicate".
Su questo, sostiene il segretario regionale dell'Anaao, "l'intelligenza artificiale potrebbe fare la differenza quando utilizzata per ridurre il carico burocratico amministrativo". In questo senso, il sindacato parla di "sanità aumentata: l'Ia può semplificare gli adempimenti burocratici restituendo ai professionisti il tempo per curare e ai pazienti lo spazio per essere ascoltati". Alla Giunta de Pascale, dunque, "chiediamo di continuare la politica assunzionale che è stata perseguita fino adesso e soprattutto chiediamo un investimento infrastrutturale in termini tecnologici e di intelligenza artificiale", spiega Feletti. Sulle liste d'attesa, in particolare, "si è puntato molto sull'aumento delle prestazioni, ma non basta. Serve più appropriatezza", sostiene il segretario Anaao, garantendo ai cittadini "la prestazione utile nel momento in cui ne ha bisogno".
Anche sul fronte della carenza del personale, il sindacato avverte: "Le assunzioni non bastano". Il tema è "trattenere i medici", evitando la loro fuga nel privato o all'estero. Per farlo però servono "retribuzioni adeguate, anche rispetto al costo della vita nelle città della regione- sostiene Anaao- servono anche carichi di lavoro sostenibili, prospettive di carriera e più tempo per la vita privata. Retribuzione e disponibilità di tempo sono tra le richieste più frequenti", da parte degli operatori sanitari. Secondo il sindacato, è inoltre "indispensabile superare i tetti nazionali alla spesa per il personale sanitario". L'intero sistema sanitario "è definanziato- afferma Feletti- e non può che peggiorare nel tempo. Abbiamo bisogno che ci siano investimenti sia sull'ospedale, come si è fatto finora, sia sul territorio, che deve essere potenziato. Se si vuole far funzionare adeguatamente i percorsi di cura, è necessario che ci sia un territorio che funzioni, che sia all'altezza degli ospedali e che lavori in sinergia con essi. Quindi servono investimenti sulle strutture, e lì ci sono stati i fondi del Pnrr, sia sul personale". L'Emilia-Romagna, ricorda il segretario regionale Anaao, "sta assumendo medici e negli ultimi dieci anni sono aumentati gli organici del 15%. Tuttavia fatichiamo a tenere insieme la squadra, perché anche in Emilia-Romagna le dimissioni hanno superato i pensionamenti". Il fenomeno è legato prima di tutto a un calo dei ritiri dal lavoro, perchè "la gobba pensionistica si sta esaurendo- spiega Feletti- ma c'è comunque una lieve tendenza all'aumento dei licenziamenti, anche se non è così marcato come in altre Regioni".

Capitolo aggressioni. "Sulle aggressioni è già stato fatto molto dalle istituzioni. Purtroppo, evidentemente non abbastanza", afferma il segretario regionale Anaao, che commenta così il nuovo caso registrato a Bologna, con insulti razzisti rivolti a una tirocinante in Pronto soccorso. Da un lato, analizza Feletti, c'è un problema "legato alla disinformazione, che fa in modo che i cittadini esausti, stressati e disorientati dalla mancanza di risposte si accaniscano su chi trovano dinanzi a loro, medico o infermiere che sia". Quindi, sostiene il segretario Anaao, "bisognerebbe cercare di ripristinare il rapporto tra la medicina e i cittadini". In altre parole, "sicuramente c'è tema culturale da affrontare". Allo stesso tempo però "c'è anche un tema di risposta che l'ospedale non riesce a dare- avverte Feletti- e proprio per questo è fondamentale potenziare il territorio". Secondo Anaao, infatti, "un territorio che funziona può sgravare l'ospedale da quello che non deve fare, cioè ad esempio trattare la riacutizzazione del cronico". Spiega Feletti: "Il problema può essere una dimissione senza un adeguato piano terapeutico, una mancanza di comunicazione tra professionisti, un paziente che non si sente adeguatamente trattato sul territorio e che quindi torna in ospedale. Ma lo fa passando dal Pronto soccorso, dove trova file e ore di attesa senza nessuno che vada a dirgli nulla. Chiaramente in questo caso aumenta l'esasperazione e si arriva poi a degenerazioni come quelle che abbiamo visto". In questo senso, tira le somme il segretario Anaao, "un territorio che funziona e che dà risposte, sicuramente da un lato migliora il rapporto col cittadino e dall'altro migliora il funzionamento dell'ospedale stesso, perché un accesso improprio in Pronto soccorso vuol dire diagnostica inappropriata, consulenze non necessarie e distoglie i professionisti da quello che nell'ospedale devono fare, cioè alta complessità e assistenza ai ricoverati". 

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