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Enorme danno di immagine

Licenze sospese a chi lavora tra degrado e delinquenza. Fipe: un paradosso

In foto: il red devil
il red devil
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Redazione
   
Tempo di lettura 4 min
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Chi lavora tra degrado e delinquenza rischia la chiusura: paradosso inaccettabile.” Con queste parole FIPE-Confcommercio della provincia di Rimini interviene sulla chiusura di dieci giorni del Red Devil, disposta ai sensi dell'art. 100 del TULPS, nel pieno della stagione turistica. 

Il cuore della questione – spiega il presidente provinciale Denis Preite – non è lo strumento tecnico dell'articolo 100 in sé, ma il cortocircuito normativo e sociale che genera. Il vero dramma è che oggi, chi si trova ad operare in prima linea in condizioni di oggettivo degrado, rischia paradossalmente la chiusura della propria attività. Un imprenditore che investe, crea occupazione, paga le tasse e cerca di gestire situazioni difficili ed esterne al proprio perimetro, si ritrova a subire una doppia penalizzazione: i danni provocati da delinquenti e, come beffa finale, lo stop imposto dalle istituzioni. È il paradosso di un sistema che finisce per colpire ed esporre al rischio economico chi cerca faticosamente di mantenere vivo un presidio di legalità, sicurezza e convivialità. In queste ore stiamo ricevendo tantissimi messaggi di vicinanza da parte di altri operatori economici: la preoccupazione è comune perché domani potrebbe toccare a qualunque altro collega che lavora in zone calde. I problemi non si cancellano spegnendo le insegne dei locali”.

Da anni la FIPE-Confcommercio chiede un potenziamento della sicurezza integrata in particolare a Rivazzurra, zona turistica complessa: “Abbiamo sempre apprezzato quando dietro a nostre richieste siano state adottate misure a tutela del tessuto imprenditoriale: ad esempio, un maggior presidio e controllo attraverso il lavoro delle stazioni mobili. Non possiamo però pretendere che siano i pubblici esercizi a sostituirsi alle forze dell'ordine nel garantire la sicurezza di un intero quartiere”. Per FIPE-Confcommercio il danno economico e di immagine è enorme: “Dieci giorni di stop a cavallo di Ferragosto significano serate annullate, lavoratori lasciati a casa, forniture sprecate, artisti cancellati e migliaia di euro di fatturato perduto. Tutto questo senza risolvere le criticità della zona. Anzi, si è spenta una luce che contribuiva a illuminare il territorio e i primi effetti si notano già: avanzano degrado, commercio improvvisato e prodotti di bassa qualità che occupano marciapiedi e spazi pubblici”.

FIPE-Confcommercio Rimini continua: “Concordiamo pienamente con la Questura la necessità di contrastare l'abuso di alcol. Proprio per questo chiede la stessa determinazione nei confronti di minimarket e bottiglierie che continuano a vendere, e talvolta a somministrare, alcolici fuori orario anche a giovanissimi e soggetti molesti. Sono queste attività a scaricare le problematiche sulla collettività, generando degrado e pericolo con persone che gravitano poi nei pressi dei locali regolari, danneggiandoli. Non si può chiedere sempre ai pubblici esercizi di pagare il conto di un fenomeno che ha origini diverse”.

Il sindacato lancia infine un forte allarme sul futuro del turismo e degli investimenti: “La conseguenza di questa solitudine istituzionale è che gli imprenditori si stanchino, perdano fiducia e si chiedano se valga ancora la pena investire sul territorio. Come categoria faremo quadrato per non lasciare solo nessuno: se davvero vogliamo una Rimini più sicura, attrattiva e vivibile, bisogna colpire chi genera degrado e illegalità, non chi ogni giorno tiene accesa una luce sul territorio”.

Sulla chiusura interviene anche l'avvocato Giuliano Renzi che difende, insieme alla collega Sara Borghesi, il titolare del Red Devil. Il legale si dice amareggiato per il provvedimento del Questore e ricorda che i fatti contestati, "accensione di fuochi artificiali, aggressioni, il furto di un portafoglio, si sono sempre svolti fuori dal locale, sulla pubblica via o sul marciapiede ed i responsabili non erano nè frequentatori nè avventori del locale". "Purtroppo - prosegue Renzi - si dimentica che il Red Devil non è ubicato nel cuore di Marina Centro o in quello del Borgo San Giuliano, ma invece nel centro nevralgico di Rivazzurra che, allo stato attuale, pare il prequel della serie Suburra" con "spacciatori albanesi con i monopattini, transessuali peruviani che si prostituiscono in ogni via, bande di nord africani che camminano spingendo e provocando le altre persone". Secondo l'avvocato "su questo dovrebbe svolgersi attività mirata di prevenzione e non invece sul Red Devil che rimane un faro di legalità autoctono nella nostra città. Da ultimo - conclude - pare davvero eccessivo , comminare la sanzione, di quella durata, proprio in questi giorni e non invece dopo la metà di settembre; non si tiene in alcun conto delle esigenze dei dipendenti, dei fornitori, delle agenzie che riservano le prenotazioni per i clienti e, per la piccola azienda, che avrà un danno economico rilevante."

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