Indietro
menu
controlli delle Fiamme Gialle

Lavoratori in nero in piadinerie, pizzerie e hotel: rischio di sospensione

In foto: Guardia di Finanza
Guardia di Finanza
di
Redazione
   
Tempo di lettura 2 min
Tempo di lettura 2 min

Dall’inizio del 2024 il Gruppo della Guardia di Finanza di Rimini, sulla base delle direttive impartite dal Comando Provinciale, ha portato a termine alcune attività ispettive avviate lo scorso autunno nei confronti di imprese operanti nel Comune di Rimini in vari settori economici che hanno consentito di accertare l’impiego di 9 lavoratori irregolari di cui 7 completamente “in nero” e 2 “in grigio” (ossia retribuiti in contanti e senza che fosse stato comunicato il lavoro intermittente).

Le operazioni hanno interessato una piadineria di Rimini dove è stata trovata al lavoro una commessa risultata “in nero” da più di un mese che percepiva la retribuzione in contanti e non con mezzi tracciabili come invece previsto dalla legge. I successivi riscontri documentali hanno fatto emergere che anche un’altra commessa operante nella stessa attività commerciale, prima di essere assunta con contratto a chiamata, aveva lavorato per un periodo “in nero”. Una volta assunta, il datore di lavoro, più volte l’ha impiegata irregolarmente, senza la comunicazione preventiva prevista per il lavoro a chiamata.

In un hotel di Marebello sono stati scoperti tre lavoratori “in nero”, mentre in un ristorante-pizzeria di Rivazzurra, ne è stato scoperto un altro che svolgeva le mansioni di pizzaiolo, oltre ad un cameriere risultato irregolare, in quanto le ore lavorate erano maggiori rispetto a quelle registrate sul libro unico del lavoro. Infine, al Gros di Rimini è stato identificato un ulteriore lavoratore “in nero” operante in un magazzino di logistica.

Per tutti gli esercizi è stata effettuata la comunicazione alla Direzione Territoriale del Lavoro di Rimini, ai fini della sospensione dell’attività imprenditoriale, ai sensi dell’art. 14 del D.lgs. n. 81 del 09.04.2008, per aver impiegato lavoratori in nero nella misura pari e/o superiore al 10% del personale presente all’atto dell’accesso.

Complessivamente, sono state comminate sanzioni amministrative che possono arrivare, nel massimo, ad oltre 45 mila euro.

Altre notizie
di Redazione