La Diocesi istituisce un fondo per il lavoro. L’annuncio a Assemblea Pastorale
In questa situazione di grave crisi occupazionale – spiega la Diocesi – i costanti richiami di Papa Francesco perché la parola “solidarietà” non vada scomparendo dal vocabolario, sulla necessità di dare lavoro per dare dignità e contro la globalizzazione dell’indifferenza, non possono rimanere inascoltati.
Per la comunità cristiana riminese, proprio con la solennità di San Gaudenzo, si apre un percorso di un intero biennio dedicato al tema dell’Eucaristia.
Il “segno” utilizzato da Gesù è il pane, il pane della Cena pasquale, spezzato e condiviso. E come nel miracolo narrato da Gv 6 e da altri testi evangelici, gli apostoli che cominciano a spezzare, a condividere, alla fine raccolgono dodici ceste di pezzi avanzati.
Da queste considerazioni, nasce la proposta – destinata a tutte le Comunità (parrocchie, religiosi/e, associazioni), istituzioni pubbliche e private (Comuni, Banche, Sindacati, etc), imprese e cittadini – di costituire un fondo per il lavoro.
Il fondo è destinato a creare posti di lavoro, attraverso:
incentivi economici per l’avvio di nuove attività lavorative e assunzioni di disoccupati, con l’indizione di bandi.
Tale fondo dovrà essere unico, costituito da un Conto corrente bancario specifico da attivare presso la Caritas diocesana (Associazione di volontariato Madonna della carità).
Le persone da assumere nei diversi impieghi, verranno segnalate dai vari ambiti diocesani (ad esempio, i centri di ascolto delle Caritas parrocchiali o interparrocchiali), attraverso una prima attenta valutazione.
Una Commissione tecnica fungerà sia da sportello informativo per verificare se è possibile attingere ad altri eventuali fondi (Comuni, Camera di Commercio, Regioni, disposizioni legislative…), sia da struttura di valutazione e di collegamento tra le domande e le offerte di lavoro.
Il sostegno per la creazione di nuovi posti di lavoro è stabilito per un tempo determinato, dopodiché viene richiesto all’azienda di verificare la possibilità di proseguire autonomamente il rapporto lavorativo avviato.
Alle persone aiutate attraverso il fondo verrà richiesto l’impegno morale di una graduale restituzione del “credito”, qualora vi siano le condizioni, come ulteriore richiamo alla solidarietà e per continuare ad implementare il fondo, così da mettere in moto un circolo virtuoso di reciproca solidarietà;
Un Comitato di Garanti, composto da personalità della società civile e del mondo religioso, verificherà e certificherà la più assoluta trasparenza nella gestione del Fondo. Un’altra équipe curerà invece la più ampia informazione.
Tutte le persone impegnate nel Fondo, daranno la propria disponibilità a titolo gratuito. I contributi pervenuti, saranno quindi totalmente impiegati per le finalità del Fondo.
La proposta – spiega la Diocesi – rappresenta un piccolo contributo all’emergenza occupazionale, ma contiene anche una esplicita finalità educativa.
Esprime, infatti, vicinanza e solidarietà concreta a chi vive situazioni dolorose, a volte drammatiche, non solo economiche, ma anche umane, psicologiche e familiari. Richiama, inoltre, la comunità cristiana e tutti gli uomini di buona volontà al fatto che, anche se poveri, disponiamo almeno dei “due spiccioli” della vedova del Vangelo. Punta a ridare, almeno qualche volta, il suo significato originario alla processione offertoriale: come lo descrive S. Giustino e come lo vediamo realizzato da tutti i partecipanti all’Assemblea liturgica, in alcuni paesi di missione.
L’ iniziativa del fondo presuppone e invita ad una sensibilizzazione – la più ampia possibile, con forme e metodi lasciati alla creatività e alla sensibilità di ciascuno – sulla giustizia, sulla legalità, sulla essenzialità (contro la disonestà, l’avidità, l’evasione fiscale, lo spreco…).










