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Servono misure urgenti

La crisi del commercio: nel riminese in sei anni chiusi 614 negozi

In foto: uno dei tanti negozi sfitti del centro di Rimini
uno dei tanti negozi sfitti del centro di Rimini
di
Redazione
   
Tempo di lettura 2 min
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Negli ultimi sei anni in Emilia-Romagna sono andati persi quasi 6.500 negozi. È quanto emerge dai dati di Confesercenti nazionale che mettono a confronto il 2019 e il 2025. In Regione le attività sono passate da 46.925 a 40.440, con una perdita di 6.485 negozi pari al 13,8%. Nella provincia di Rimini le serrande abbassate sono state 614 (-11,5%). In termini percentuali, le contrazioni più consistenti si registrano a Ravenna (-21,5%) e Ferrara (-20%). Secondo le elaborazioni di Confesercenti, la scomparsa dei negozi in Emilia-Romagna si traduce di un perdita di valore per l'economia locale stimata in circa 972,75 milioni di euro in sei anni. L'impatto maggiore riguarda la provincia di Bologna, con circa 209,4 milioni di euro in meno mentre a Rimini la stima si aggira sui 92,1 milioni.

Un profondo rosso legato, secondo Confesercenti, allo spostamento degli acquisti verso l'online: per ogni 100 euro spesi nei negozi fisici circa 70 rimangono nel circuito economico locale, mentre quando la stessa spesa si trasferisce sui grandi marketplace internazionali circa 70 euro escono dal territorio.
"Quando chiude un negozio, soprattutto nei piccoli comuni, nei centri storici e nelle periferie, il territorio perde non solo un'impresa, ma un servizio, occupazione, reddito e un presidio sociale fondamentale- afferma Dario Domenichini, presidente regionale di Confesercenti- per questo servono misure mirate: fiscalità di vantaggio per chi apre o resta nei territori più fragili, maggiori strumenti ai sindaci per attrarre le attività di base e un Fondo per la rigenerazione urbana. È questa la direzione della proposta di legge di iniziativa popolare promossa da Confesercenti, sostenuta anche da un contributo dell'1% sui ricavi dei grandi operatori internazionali dell'e-commerce. Contrastare la desertificazione significa intervenire prima che la perdita di imprese diventi perdita irreversibile di funzioni e servizi. Invitiamo quindi gli emiliano-romagnoli a sostenere e firmare la proposta". L'obiettivo è raggiungere le 50.000 sottoscrizioni necessarie e ad oggi sono state raccolte quasi 40.000 firme. 

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