Infortuni sul lavoro 2023: Rimini unica provincia dove crescono le denunce
Nei primi sette mesi del 2023 in provincia di Rimini sono stati denunciati 2.937 infortuni sul lavoro con una crescita del 6,18% rispetto allo stesso periodo del 2022. Si tratta di un dato in controtendenza rispetto a quanto rilevato in tutte le altre province dell’Emilia Romagna (-8,19%). A mettere in fila i dati, in occasione della 73ª Giornata nazionale per le vittime degli incidenti sul lavoro che si celebra l’8 ottobre, è la Cisl Romagna. Nei primi 7 mesi dell’anno ci sono stati anche 11 infortuni con esito mortale nelle province romagnole, 40 in tutta la Regione.

Guardando invece i dati del 2022, l’Emilia-Romagna ha assistito ad un aumento significativo degli infortuni sul lavoro, con un +6,14% che si traduce in 46.852 incidenti accertati rispetto ai 44.143 del 2021. La provincia di Ravenna ha registrato un preoccupante +8,41%, seguita da Rimini con un +7,93% e Forlì-Cesena con un aumento del +1,02%. 16 decessi sul lavoro in Romagna, quattro nel riminese. Segno più anche per le malattie professionali: nel 2022, a Rimini hanno avuto un aumento del +4,40%, mentre nella provincia di Forlì-Cesena si è registrato un preoccupante +24,91%. Solo a Ravenna si è evidenziato un calo del -39,61%.

“Questi dati relativi agli incidenti sul lavoro e alle malattie professionali sono un campanello d’allarme che richiede azioni immediate e coordinate per invertire questa tendenza e garantire la sicurezza dei lavoratori sul posto di lavoro” – afferma il segretario generale CISL Romagna, Francesco Marinelli. “L’aumento significativo degli infortuni indica una carenza nelle politiche di sicurezza sul lavoro e una necessità di revisione e rafforzamento delle misure esistenti. I numeri di decessi correlati agli incidenti sul lavoro sono ancora sconcertanti, e mettono in luce una situazione che richiede una comprensione approfondita delle cause e l’implementazione di misure preventive mirate per ridurre al minimo il pericolo sul posto di lavoro“.
“Anche l’aumento delle malattie professionali, soprattutto nella provincia di Forlì-Cesena, è motivo di seria preoccupazione. Ciò indica la necessità di una maggiore attenzione alla sicurezza e alle condizioni lavorative in determinati settori o aziende“.
“Nonostante la flessione degli infortuni denunciati nei primi sette mesi del 2023 la situazione rimane molto critica ed è fondamentale abbassare la guardia. È importante analizzare attentamente questa diminuzione e assicurarsi che sia il risultato di misure di prevenzione efficaci e non una semplice variazione stagionale o congiunturale“.
“È necessario investire di più nella formazione e nell’addestramento per prevenire incidenti mortali e infortuni nei luoghi di lavoro – chiosa il segretario -. Siamo già molto in ritardo, è da un anno e mezzo che si discute del nuovo accordo Stato/Regioni in tema di formazione obbligatoria sulla sicurezza, pertanto auspichiamo che la discussione riprenda al più presto con l’obiettivo di poter ulteriormente modificare la bozza. A livello nazionale abbiamo già espresso un primo giudizio e una contrarietà alla diminuzione delle ore di formazione per i settori ad alto rischio, così come tra gli altri anche sull’insufficiente numero di ore previste per la formazione dei datori di lavoro che svolgono la funzione di RSPP o sull’utilizzo dell’e-learning all’interno dei corsi previsti“.
“In generale, se vogliamo diminuire il numero di incidenti sul lavoro, serve stretta collaborazione tra aziende, organizzazioni sindacali, autorità pubbliche e istituzioni preposte alla sicurezza sul lavoro – conclude Marinelli –. È essenziale promuovere una cultura della sicurezza che coinvolga tutti i livelli della società già a partire dai percorsi scolastici, affinché ogni lavoratore possa svolgere le proprie mansioni in un ambiente sicuro e protetto. Solo attraverso un impegno congiunto sarà possibile invertire questa tendenza e garantire un futuro più sicuro per i lavoratori“.










