Inaugurato lo spazio Tondelli. Angelini: luogo che respira con la sua comunità
Emozione palpabile domenica pomeriggio a Riccione per l'inaugurazione del nuova Spazio Tondelli di viale Ceccarini a Riccione. A causa del maltempo la cerimonia, inizialmente prevista all'esterno, è stata fatta dentro al teatro. All’inaugurazione hanno preso parte la sindaca Daniela Angelini, la vicesindaca e assessora alla Cultura Sandra Villa, l’assessore ai Lavori pubblici Simone Imola e la giunta comunale, affiancati dall’assessora alla Cultura della Regione Emilia-Romagna, Gessica Allegni, dal parlamentare Andrea Gnassi, dalle consigliere regionali Alice Parma ed Emma Petitti, dal presidente di Riccione Teatro, Daniele Gualdi, e dall’architetto Anton Luca Nannini, che ha firmato il progetto architettonico di riqualificazione, costato 2,5 milioni di euro complessivi. A condurre l'attrice Francesca Airaudo. Don Tarcisio Tamburini, nuovo parroco di San Martino, vicino di casa del Tondelli, ha benedetto la struttura e le persone, che hanno riempito la sala.
“Uno spazio non è mai soltanto muri, calce, travi o cemento: prende forma e diventa vivo solo quando viene attraversato, quando viene abitato dagli sguardi, dai passi, dalle emozioni e dalle parole delle persone – ha sottolineato la sindaca Daniela Angelini nel suo intervento all’inaugurazione –. Questo luogo porta il nome di Pier Vittorio Tondelli, uno scrittore straordinario che ha saputo raccontare come nessun altro l’anima profonda della nostra terra: l’energia, le inquietudini, la notte, la libertà e la vitalità irrefrenabile della Riviera. Tondelli considerava i luoghi territori emotivi, spazi d’incontro vero, laboratori a cielo aperto dove le generazioni, le storie, i linguaggi e le musiche si incrociano senza paura di contaminarsi. Riaprire oggi questo spazio con questo nome significa fare propria quella visione: restituire a Riccione un luogo che non si isola dal mondo, ma che respira in simbiosi con la città, che accoglie tutti e crea comunità. Arrivare a questo traguardo non è stato semplice. Abbiamo ereditato questo cantiere dal passato gravato da ritardi, incertezze e complessità tecniche notevoli: abbiamo scelto di assumerci la responsabilità, intervenendo con fermezza, di sbloccare i lavori e riorganizzare l’intero percorso. C’era un principio a cui non volevamo derogare: la cultura a Riccione non poteva andare in pausa, la città non poteva restare muta senza un suo teatro. Così ci siamo rimboccati le maniche e abbiamo creato una sala Granturismo all’interno del Palazzo del Turismo, che ci ha permesso di non spegnere la fiammella degli spettacoli e dell’incontro, tenendo sempre fisso l’obiettivo di riportare al più presto la nostra comunità nel suo spazio naturale. Questo spazio è disegnato per accorciare ogni distanza ed è pronto a riannodare i fili della nostra storia, dalla Casa del Popolo fino alla mitica stagione della Casbah, per proiettarci nel presente con spettacoli, inclusione e nuovi talenti. Questo spazio vi appartiene: entrateci, riempitelo di vita, di passioni e di futuro”.
La capienza modulare parte da una tribuna con 277 poltroncine ribaltabili, estendibile con sedute mobili fino a superare i 400 posti a sedere, supportata da una cabina di regia collocata nella parte alta della gradinata e da dotazioni tecnologiche di ultima generazione per l’illuminazione e l’acustica.










