Il "prezzo" della cultura: Rimini sul podio delle province più care in Regione
La provincia di Rimini è tra le più "care" in Regione per offerta culturale. E' quanto emerge dall'indice del “costo della cultura” elaborato dall'OCTAER, Osservatorio Cultura e Turismo Emilia-Romagna, prendendo in esame il biglietto intero per l’accesso ad un singolo sito, escludendo abbonamenti annuali e card turistiche multi-giorno. Spulciando la graduatoria, la provincia più economica risulta quella di Reggio Emilia con 7,33 euro mentre Rimini si attesta a 14 euro, dietro solo a Ravenna con 14,25 e Parma con 17,33 euro. "Questa non è una classifica di merito - precisa l'Osservatorio -. Una provincia più cara non è automaticamente meno virtuosa, e una più economica non è necessariamente meglio gestita. Dietro ogni tariffa ci sono costi, scelte di politica culturale, forme di gestione, capacità di attrazione turistica e strategie rivolte a residenti o visitatori. La graduatoria serve quindi a confrontare livelli di prezzo, non a distribuire pagelle".
Per quanto riguarda il riminese, l'Osservatorio rileva che "In un territorio abituato a ragionare per esperienze e pacchetti turistici non sorprende che anche l’offerta culturale possa essere letta attraverso combinazioni e circuiti. L’indice, però, resta quello che è: una media dei prezzi rilevati, non la prova di un’unica strategia commerciale".
- Reggio Emilia: 7,33 €
- Ferrara: 8,00 €
- Modena: 9,00 €
- Forlì-Cesena: 9,50 €
- Bologna: 10,50 €
- Piacenza: 12,50 €
- Rimini: 14,00 €
- Ravenna: 14,25 €
- Parma: 17,33 €
Le rilevazioni raccontano una regione tariffariamente eterogenea dove bastano pochi chilometri per cambiare modello di offerta, gestione e prezzo. Uno scenario dettato anche da un sistema culturale composto da soggetti pubblici, statali, civici, ecclesiastici e privati, con regole e obiettivi differenti. La classifica rende visibile questa varietà, ma non pretende di esaurirla.
Altro aspetto preso in esame, il lavoro. Il settore è caratterizzato da una forte frammentazione tra assunzioni dirette, appalti a cooperative e contratti part-time. Nonostante il recente rinnovo del CCNL Federculture (2022-2024) siglato il 30 aprile 2026, resta complessa la sfida della stabilità economica e del reperimento delle competenze. A livello nazionale, il Sistema Informativo Excelsior 2025 evidenzia difficoltà di reclutamento per il 50,9% dei laureati e il 57,3% dei diplomati ITS Academy, un disallineamento che si riflette anche sulle oltre 101.000 assunzioni previste nel turismo in Emilia-Romagna. La vera domanda di fondo per il futuro è quanto del valore generato dai biglietti si tradurrà in un lavoro dignitoso e qualificato per chi custodisce questo patrimonio.










