Il Dalai Lama parla agli imprenditori di un’economia etica, giusta e sostenibile


‘Nelle nazioni occidentali il pil, come segno di benessere, deve sempre aumentare e, se é
stagnante, nascono subito delle preoccupazioni – ha detto – Ma ci sarà un momento in cui non sarà più possibile, per le limitate risorse e altri fattori, aumentare questo prodotto all’infinito. Ci si dovrà fermare cambiando stile di vita”.
Sul tema di un cambiamento di vita imposto dalle condizioni dell’economia globale, il Dalai Lama ha precisato che “Se, per fare un esempio, India e Cina che assieme hanno una popolazione di due miliardi di persone, volessero raggiungere lo stesso livello di opulenza
degli Stati Uniti e dell’Unione Europea questo avrebbe un impatto ambientale dirompente. Ecco perché un cambiamento nel modo di vivere e di consumare é l’unica soluzione”.
“La situazione del mondo di oggi poi – ha aggiunto il Dalai Lama – ci consegna una diseguaglianza tra nord e sud del mondo, soprattutto l’Africa, tra paesi ricchi e paesi poveri che é moralmente sbagliata. Qualcosa deve essere essere fatto per superare tutto questo”.
“Le economie occidentali – ha aggiunto – hanno bisogno di immigrati una presenza che provoca dei problemi ma rimandarli indietro nei paesi di provenienza é una cosa immorale. Ecco perchè, dal mio punto di vista, la cosa migliore é favorire un pieno sviluppo delle nazioni sottosviluppate evitando le politiche dei contributi a fondo perduto senza far crescere in
queste realtà solide economie”.
Ha riconosciuto l’importanza, per lo sviluppo, di un’ecomomia fondata sul fare affari, ma ha messo in guardia, allo stesso tempo, rispetto ad un modo di fare economia che depreda le risorse ambientali. Ecco perché “é importante
un’etica morale nel fare economia ed affari”.
Il Dalai Lama ha annunciato per il prossimo anno un libro, scritto con un consulente finanziario internazionale, sul tema “etica ed economia”.
Al Teatro Novelli ha fatto gli onori di casa il
sindaco di Rimini Alberto Ravaioli. Molte le donne imprenditrici presenti (Ansa).