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i problemi irrisolti

'Il borgo fortunato e il rione sacrificato'. L'amaro parallelo dal Rione Clodio

In foto: dal Comitato Rione Clodio
dal Comitato Rione Clodio
di
Redazione
   
Tempo di lettura 8 min
Tempo di lettura 8 min

Con una ricostruzione storica di quanto avvenuto negli ultimi decenni di gestione del traffico in centro, il Comitato dei residenti del Rione Clodio torna a denunciare la situazione insostenibile per la viabilità che lo attraversa. Con un parallelo con quanto avvenuto subito all'altro capo del Ponte di Tiberio.

 

CONFRONTO FRA IL BORGO FORTUNATO E IL RIONE SACRIFICATO (CLODIO)


La pedonalizzazione del Ponte di Tiberio ha migliorato la vivibilità di un’area, ma a quale prezzo per il Rione Clodio?
Da tre anni il Comune di Rimini rivendica con orgoglio la riorganizzazione della viabilità nel quadrante del centro storico, sostenendo di aver ridotto di circa 12.000 veicoli al giorno il traffico di attraversamento e di averlo allontanato dal centro storico.
Ma da dove proviene questo dato? Quali strade sono state considerate? Quali rilevazioni lo certificano? E soprattutto: dove si è riversato il traffico che prima attraversava il Ponte di Tiberio?
Sono domande alle quali riteniamo sia necessario dare risposte precise, perché dietro i numeri ci sono le condizioni di vita delle persone.


DALLA FOTOGRAFIA STORICA ALLA VIABILITÀ DI OGGI

Borgo San Giuliano

La fotografia allegata (foto 1), pubblicata su Rimini Sparita e risalente presumibilmente agli anni Sessanta o Settanta, documenta una situazione nella quale il Ponte di Tiberio era aperto al traffico veicolare. L'immagine ci riporta a un'epoca in cui la circolazione era regolata da un sistema di sensi di marcia e semafori che consentiva di attraversare il ponte.
Naturalmente, il traffico di quegli anni era inferiore a quello attuale. La fotografia non serve a confrontare direttamente i volumi di traffico, ma a ricordare come per decenni la viabilità cittadina sia stata organizzata attorno a quel collegamento.
Negli anni successivi, fino alla chiusura del ponte al traffico veicolare, il transito era consentito ai veicoli provenienti da via Tiberio, mentre quelli provenienti da via Circonvallazione Occidentale e diretti verso mare proseguivano su via Bastioni Settentrionali.

dal Comitato Rione Clodio

Che cosa è cambiato con la chiusura del Ponte di Tiberio?
I veicoli provenienti da via Tiberio, che prima potevano attraversare il ponte, sono stati indirizzati su viale Matteotti e quindi verso la rotatoria Lubich, per immettersi su via Bastioni Settentrionali (foto 2), in direzione mare/monte. Chi percorre abitualmente quest'ultima strada conosce bene le conseguenze: le code che si formano in prossimità della rotatoria e del ponte sono una presenza costante.
Ma c'è un altro aspetto, ancora più significativo per i residenti del Rione Clodio.

I veicoli provenienti da via Circonvallazione Occidentale e diretti verso mare, che prima proseguivano su via Bastioni Settentrionali, sono oggi costretti a svoltare a destra su corso d'Augusto, imboccare via Ducale, percorrerla interamente, svoltare a sinistra su via Clodia e infine reimmettersi su via Bastioni Settentrionali (foto 3).
In sostanza, per raggiungere la stessa destinazione, il traffico viene incanalato attraverso le strette strade del centro storico, imponendo ai residenti il peso di una viabilità di attraversamento che appare incompatibile con le caratteristiche del quartiere.
Quattro svolte ravvicinate a 90°, in un percorso di poche centinaia di metri, rappresentano una soluzione che merita una seria rivalutazione, soprattutto quando il prezzo da pagare è l'esposizione quotidiana dei residenti a rumore, emissioni e congestione.

I NUMERI DEL TRAFFICO IN VIA DUCALE
Non si tratta soltanto di impressioni.
Attraverso un accesso agli atti, il Comitato Residenti del Rione Clodio ha acquisito dati comunali dai quali risulta che nel 2024, nel tratto interessato di via Ducale, sono transitati circa 2,3 milioni di veicoli in un anno.
Parliamo di oltre 6.000 veicoli al giorno, in una strada del centro storico larga meno di cinque metri. È un dato che pone una domanda precisa: è ragionevole concentrare un simile flusso di traffico in una strada con queste caratteristiche?
Sommando anche i flussi di via Bastioni Settentrionali, si stima un volume complessivo nell'ordine di 6,6 milioni di transiti annui, pari a circa 18.000 al giorno. Di fronte a questi numeri, non è più possibile liquidare la questione come una semplice percezione soggettiva del disagio.

IL TRAFFICO È STATO DAVVERO ALLONTANATO DAL CENTRO STORICO?
Il Comune sostiene che la riorganizzazione della viabilità abbia ridotto di circa 12.000 veicoli al giorno il traffico di attraversamento del centro storico. Anche ammettendo che il dato sia corretto, occorre chiarire quali flussi siano stati confrontati e quali percorsi siano stati inclusi nelle rilevazioni. Una riduzione del traffico su alcune strade non dimostra, di per sé, che il problema sia stato risolto: potrebbe anche significare che una parte dei veicoli è stata trasferita su altre strade, con conseguenze pesanti per chi vi abita.

dal Comitato Rione Clodio

È proprio questo il punto che il Comune dovrebbe chiarire pubblicamente, mettendo a disposizione i dati prima e dopo gli interventi, le postazioni di rilevamento e i criteri utilizzati per calcolare la riduzione dichiarata.
Per il Rione Clodio, l'esperienza quotidiana e i dati acquisiti indicano una situazione che merita un approfondimento concreto. Non basta affermare che il traffico è diminuito: bisogna verificare dove sia diminuito, dove sia aumentato e chi ne stia pagando le conseguenze.
BORGO SAN GIULIANO PROTETTO, RIONE CLODIO PENALIZZATO
Come Comitato Residenti del Rione Clodio, vogliamo essere chiari: siamo felici che il Borgo San Giuliano sia stato valorizzato e che i suoi residenti possano beneficiare di un ambiente più tranquillo, con limitazioni al traffico con Ztl H24 e area pedonale in zona ristoranti.
È un obiettivo legittimo, condivisibile e importante per la qualità urbana della nostra città.
Ma proprio perché la qualità della vita dei cittadini dovrebbe essere una priorità, non possiamo accettare che il miglioramento di un quartiere avvenga a discapito di un altro.
Nel Borgo si è scelto di proteggere gli spazi residenziali e valorizzare le aree frequentate da cittadini e turisti. Nel Rione Clodio, invece, si è consolidato un percorso di attraversamento che convoglia migliaia di veicoli ogni giorno in strade strette, a ridosso delle abitazioni.
Non contestiamo la tutela del Borgo San Giuliano. Contestiamo l'assenza di una soluzione complessiva che garantisca un trattamento equo a tutti i quartieri.
La domanda è semplice: può un'Amministrazione migliorare sensibilmente la vivibilità di una parte della città trasferendo il peso del traffico su un'altra comunità di residenti?
A nostro giudizio, no. Una politica della mobilità realmente attenta alle persone deve affrontare il problema nel suo insieme, senza creare cittadini di serie A e cittadini di serie B.
UN'ALTERNATIVA ERA STATA STUDIATA GIÀ NEL 2010
C'è infine un elemento che rende ancora più difficile comprendere le scelte compiute negli anni.
Già nel 2010, durante l'Amministrazione guidata dal sindaco Alberto Ravaioli, fu presentato uno studio di fattibilità per la realizzazione di un tunnel alternativo al Ponte di Tiberio (doc 4). Il progetto mirava a consentire la pedonalizzazione del ponte senza rinunciare a un collegamento viario, attraverso un percorso sotterraneo tra la circonvallazione occidentale e viale Tiberio.
L'opera, il cui costo stimato all'epoca era di circa 15 milioni di euro, fu presentata pubblicamente e indicata come una soluzione concretamente perseguibile.
Con l'insediamento della prima Giunta Gnassi, nel 2011, quel percorso progettuale non ebbe seguito. Negli anni successivi la sua Amministrazione portò avanti la riqualificazione dell'area del Ponte di Tiberio, fino alla sua chiusura al traffico, senza realizzare quel collegamento alternativo.
Non intendiamo sostenere che un progetto del 2010 potesse essere realizzato automaticamente, senza aggiornamenti, verifiche tecniche, autorizzazioni e coperture finanziarie. Resta però una domanda politica legittima: perché, nel corso di tanti anni, non si è arrivati a una soluzione capace di conciliare la tutela del monumento con una distribuzione più equilibrata del traffico?
Chiudere il ponte era un obiettivo comprensibile. Ma la chiusura avrebbe dovuto essere accompagnata da una strategia complessiva, in grado di evitare che il traffico venisse riversato sulle strade residenziali del Rione Clodio.
CHIEDIAMO UNA SOLUZIONE, NON UN'ALTRA PROMESSA
Il Comitato Residenti del Rione Clodio chiede all'Amministrazione comunale di:
• rendere pubblici i dati e le metodologie utilizzati per quantificare la riduzione di circa 12.000 veicoli al giorno;
• fornire un quadro aggiornato dei flussi di traffico sulle strade interessate dalla
 riorganizzazione della viabilità;
• valutare misure concrete per ridurre il traffico di attraversamento in via Ducale e nelle altre strade del Rione Clodio;
• riprendere in esame le possibili alternative viarie, verificando anche la fattibilità di soluzioni strutturali che consentano di tutelare il Ponte di Tiberio senza penalizzare i residenti.
La valorizzazione del patrimonio storico, la tutela dei quartieri e la qualità della vita non sono obiettivi in contrasto tra loro. Devono essere perseguiti insieme.
Il Ponte di Tiberio merita di essere tutelato. Borgo San Giuliano merita di essere vivibile. Ma anche il Rione Clodio merita rispetto, aria più pulita, meno rumore e strade compatibili con la vita di chi ci abita.
La nostra richiesta non è quella di trasferire altrove il problema. È quella di risolverlo, con una
pianificazione seria, dati trasparenti e scelte amministrative che mettano al centro tutti i cittadini,
senza privilegi e senza quartieri sacrificati.

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