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Tempo di saldi

Il 5 gennaio scattano i saldi. Stime di spesa e consigli utili

di
Andrea Polazzi
   
Tempo di lettura 3 min
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Scatteranno alla vigilia dell’Epifania, sabato 5 gennaio, le classiche vendite di fine stagione in Emilia Romagna. I saldi, secondo le stime di Confcommercio, muoveranno in Italia oltre 5 miliardi di euro con 15 milioni di famiglie interessate che spenderanno mediamente 325 euro (nel 2018 erano 331). La spesa procapite, sempre secondo le stime, dovrebbe aggirarsi sui 140 euro. Secondo l’osservatorio di Confesercenti invece la spesa a persona in Emilia Romagna dovrebbe essere un po’ più alta: 175 euro, per un giro d’affari di 595 milioni. Numeri comunque in linea con quelli dello scorso anno ma con l’opportunità – spiega in una nota Marco Cremonini, presidente di Federazione Moda Italia Emilia-Romagna (di Confcommercio) – “di risvegliare i consumi dopo una fine del 2018 con molte preoccupazioni per i commercianti schiacciati dalla stentata ripresa dei consumi, dalla concorrenza del web e da costi incomprimibili con tasse sempre più pesanti.” I saldi proseguiranno fino al 5 marzo.

Riproponiamo anche i consigli in tema di saldi da parte di Federconsumatori

1. Prima dell’avvio dei saldi verificare il prezzo dei prodotti che si vogliono acquistare e, se possibile, fotografare la cifra con il telefono cellulare. In questo modo si avrà una prova certa del prezzo di partenza e sarà quindi possibile valutare la reale convenienza dello sconto;

2. Non fermarsi al primo negozio che si incontra ma confrontare i prezzi applicati in diversi punti vendita, cercando di orientarsi verso prodotti di cui si ha reale necessità;

3. Diffidare delle vetrine coperte da manifesti che non consentono di vedere la merce e di negozi che applicano sconti eccessivi, pari o superiori al 60% (un buon prezzo a saldo dovrebbe aggirarsi attorno al 40% di sconto);

4. Controllare accuratamente il cartellino, su cui devono essere obbligatoriamente riportati, in modo leggibile, sia il vecchio prezzo che quello nuovo, oltre alla percentuale dello sconto;

5. I prodotti a saldo devono essere sì di fine stagione, ma dell’anno in corso e non delle stagioni degli anni passati! I prodotti di risulta o di magazzino devono essere venduti separatamente da quelli in saldo;

6. Anche se il cambio del prodotto non è obbligatorio ma a discrezione del negoziante, conservare lo scontrino quale prova di acquisto. Lo scontrino è infatti essenziale in caso di merce fallata o non conforme, poiché vincola il commerciante alle norme di legge relative alla garanzia di sostituzione o al rimborso della somma pagata;

7. I commercianti non sono obbligati a far provare i capi di abbigliamento, tuttavia il nostro consiglio è di diffidare dei negozi in cui non sia appunto possibile provare tali capi;

8. Per problemi o “bufale” rivolgersi ai vigili urbani, all’ufficio comunale per il commercio o ad un’Associazione di consumatori.

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