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Lega chiede consiglio tematico

Ieg. Marzotto: curioso che azionisti accettino mancata quotazione senza dir nulla

In foto: Cagnoni e Marzotto
Cagnoni e Marzotto
di
Redazione
   
Tempo di lettura 3 min
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Non ho mai visto che si buca una quotazione in borsa e il vertice aziendale non viene messo in dubbio”. Parole (riportate dai quotidiani locali) di Matteo Marzotto, ex vicepresidente di Ieg, arrivato ieri a Rimini per fornire la sua versione sugli ultimi eventi che hanno toccato il gruppo fieristico che unisce Vicenza a Rimini. In primis la mancata quotazione in borsa con il processo partito, a suo dire, con un ritardo di almeno nove mesi. Già a settembre 2017, spiega, era tutto pronto per selezionare gli advisor finanziari e iniziare l’iter per la quotazione. Anche perché, prosegue, dal primo ottobre al 30 marzo il mercato aveva caratteristiche migliori rispetto al mese di dicembre, quello in cui Ieg ha tentato poi senza fortuna la via della Borsa. Marzotto accusa la società di avere “zero visione” e nel mirino finisce immancabilmente il presidente: “per la Borsa la Governance è cruciale – dice l’ex vicepresidente – e ci vogliono persone di età e profili diversi da Cagnoni.

Data cruciale nella storia di Ieg è, secondo Marzotto, il 6 aprile 2018 quando il socio riminese provoca le dimissioni anticipate del cda spiegandole come propedeutiche alla futura quotazione in Borsa. Nel nuovo consiglio però nove membri su dieci sono i medesimi. L’unico a mancare è il direttore Corrado Facco (espressione vicentina) ma arriva la nomina di Ugo Ravanelli ad amministratore delegato. Da quel momento Marzotto si sente tagliato fuori e le dimissioni che arrivano a metà novembre sanciscono la fine della sua esperienza in Ieg. Ma il dente resta avvelenato con gli attuali vertici. Dopo la mancata quotazione “è curioso – ironizza – che gli azionisti accettino senza dire nulla”.

Dal canto suo la Lega, per voce del suo capogruppo Marzio Pecci, chiede che il tema IEG venga portato all’attenzione del Consiglio Comunale “per individuare ed approvare le linee guida per la valorizzazione del patrimonio fieristico, quale frutto del nostro straordinario territorio e per chiedere conto delle responsabilità di chi ha commesso gli errori“. Peccim in una nota, ripercorre le dichiarazioni di Marzotto in commissione e ricorda anche la bocciatura da parte dell’ex vicepresidente della holding regionale (“i “viaggi” del Presidente verso la città felsinea non hanno giovato al buon esito della quotazione”). “La Lega, in tempi non sospetti, ha chiesto ai vertici di IEG – dice il capogruppo del Carroccio – di assumersi le responsabilità del fallimento dell’operazione di borsa che, lo ricordiamo, è costata ai riminesi circa € 1,5 milioni, ma fino ad oggi non vi sono stati provvedimenti“.

 

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