Ictus, 660 casi all’anno a Rimini. Fondamentale riconoscere i sintomi
660 casi all’anno a Rimini, 660 in un giorno in Italia. Solo due dati per capire l’incidenza dell’Ictus, terza causa di morte e prima di invalidità in Italia. Colpisce più uomini che donne, si tratta di una lesione emorragica o di una ostruzione di un’arteria che conduce sangue al cervello, ed è determinata di solito da trombosi o da embolo. Fondamentale, così come per l’infarto, è poter intervenire in tempi strettissimi dalla comparsa dei primi sintomi quali deformità asimmetrica del viso, difficoltà a parlare, debolezza degli arti.
“Questi sono sintomi guida”>/i> – sottolinea Tiziana Perin, dirigente medico Pronto soccorso Rimini – “che ci devono portare ad arrivare subito al pronto soccorso per potere trattare i pazienti entro le 4 ore e mezza iniettando un farmaco che possa sciogliere il trombo che si è costituito all’interno del nostro cervello”.
A Rimini è attivo dal 2009 un percorso organizzativo per effettuare il trattamento della trombolisi per i pazienti tra i 18 e gli 80 anni. Una procedura che attiva e integra 118, pronto soccorso, neurologia, neuroradiologia e laboratorio di analisi.
“Oggi Rimini effettua la trombolisi a circa 40/50 pazienti all’anno quindi abbiamo una buonissima esperienza” – afferma Saverio Lovecchio, direttore sanitario dell’Ausl – “E’ chiaro che qui ci vogliono delle competenze particolari, l’area vasta sarà un’opportunità per aumentare questi casi e sviluppare delle capacità soprattutto nei neuroradiologi per affrontare queste tematiche”.










