I 40 anni di Born in the USA. L’omaggio del Collettivo Frontera con ‘My Hometown’
“Una buona canzone raccoglie gli anni, è per questo che puoi cantarla con tanta convinzione 40 anni dopo che è stata scritta. Una buona canzone assume un significato maggiore con il passare degli anni”. Così Bruce Springsteen ricorda i 40 anni esatti (era il 4 giugno 1984) dell’album che lo ha reso celebre in tutto il mondo, “Born in the U.S.A.”.
L’anniversario non è passato inosservato al Collettivo Frontera che, dallo scorso dicembre, pubblica canzoni e video (Pogues, The Who, Nirvana) riunendo attorno a sé ed attorno ad un solo microfono in presa diretta, una ensemble di musicisti, cantautori, produttori, fotografi e videomaker dando origine ad un progetto musicale e creativo tra i più originali e corali degli ultimi tempi.
Anche questa volta ci sono stati ospiti e interpreti di eccezione per il Collettivo Frontera: da una parte i musicisti Daniel (che ha da poco festeggiato i 60 anni di carriera) e Donatello Angelini, padre e figlio, che hanno indossato i i panni dei protagonisti della canzone, alla scoperta dei luoghi della propria “hometown”. Dall’altra proprio la “hometown” degli artisti, Rimini, è stata lo scenario volutamente silente e notturno del video, girato per l’occasione sul tetto del Museo della città. Il brano ricorda infatti, in uno struggente dialogo tra padre e figlio, il legame indissolubile con il posto in cui si cresce e si nasce.
Il videoclip girato da Francesco Gardini con la collaborazione di Stefano “Zama” Zamagni e Giulio Rosini ha per protagonisti alcuni musicisti della scena locale come Massimo Marches, Lorenzo Semprini (fondatore dei Glory days in Rimini, annuale happening dedicato proprio ai fan di Bruce Springsteen), Francesco Pesaresi, Alessio Raffaelli, Stefano Zambardino, Enrico Gardini, Massimo Mancini, Pablo Angelini, Daniele Torri e Gianluca Fabbri, tutti sotto la guida e produzione artistica di Gianluca Morelli.














