Indietro
menu
ad aprile la sentenza

Guerra con l'Aeroclub, per Corbucci chiesta condanna e risarcimento milionario

In foto: l'aeroporto di Rimini
l'aeroporto di Rimini
di Lamberto Abbati   
Tempo di lettura 2 min
Mer 11 Feb 2026 19:56 ~ ultimo agg. 12 Feb 19:14
Tempo di lettura 2 min

Una richiesta di condanna da parte della Procura di Rimini a un anno di reclusione, oltre a quella risarcitoria avanzata dall'Aeroclub, costituitosi parte civile nel processo, attraverso gli avvocati Paolo Righi e Alessandro Pierotti, da un milione e 600mila euro. Destinatario di entrambe Leonardo Corbucci, amministratore delegato dell’aeroporto ’Fellini’ di Rimini, imputato per violenza privata e omissione d’atti d’ufficio proprio nei confronti dell’Aeroclub. 

La vicenda risale al novembre 2018 quando, secondo l'accusa, Corbucci, tramite l’installazione di una sbarra di accesso all’ingresso dell’unica via che conduceva all’area di pertinenza dell’Aeroclub all’interno del Fellini, avrebbe impedito ai soci del club di accedere allo scalo. Non solo, perché l'ad del 'Fellini' non avrebbe loro rilasciato (o lo avrebbe fatto con "grave ritardo") neppure i badge necessari per oltrepassare il varco. Una condotta - definita dalla difesa "ostruzionistica" - che avrebbe negato ai soci il diritto di entrare nell’area con i propri mezzi, oltre a quello di usufruire del parcheggio gratuito a loro riservato.

La sentenza nei confronti di Corbucci è attesa il prossimo 14 aprile. Il suo difensore, l'avvocato Marcello Elia del foro di Milano, però, ci tiene a precisare che "con il procedimento avviato nel 2020 e oggi prossimo alla definizione, la Società Airiminum e il dottor Leonardo Corbucci hanno nel corso del dibattimento fornito ampia e puntuale documentazione, oltre a ogni chiarimento richiesto, al fine di consentire un completo e trasparente accertamento dei fatti. Già dal 2019, l’Aeroclub non risultava più operativo, avendo perso l’abilitazione allo svolgimento dell’attività di volo e non disponendo del necessario aeromobile per l’esercizio della stessa, come emerso anche dalle risultanze dibattimentali. Siamo pertanto fiduciosi che il Tribunale, alla luce delle prove acquisite, possa giungere a una decisione pienamente favorevole. Nel rispetto del diritto della parte civile di formulare richieste risarcitorie nelle sedi opportune, non possiamo tuttavia non rilevare come la quantificazione prospettata appaia difficilmente conciliabile con la situazione oggettiva dell'epoca dei fatti, caratterizzata dall’assenza di operatività e dei presupposti tecnici indispensabili allo svolgimento dell’attività. Confidiamo - conclude il legale - che ogni valutazione venga compiuta sulla base di dati concreti, documentati e verificabili".

Altre notizie
di Roberto Bonfantini
FOTO