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persona offesa risarcita

Finanziere accusato di violenza sessuale dentro la caserma, chiesta la condanna

In foto: L'aula Falcone-Borsellino del tribunale di Rimini
L'aula Falcone-Borsellino del tribunale di Rimini
di Lamberto Abbati   
Tempo di lettura 2 min
Mer 6 Mag 2026 18:23 ~ ultimo agg. 18:36
Tempo di lettura 2 min

Un incontro proibito all'interno della caserma in orario notturno, poi l'approccio sessuale e infine, secondo la vittima, la violenza. Per quelle accuse, un appuntato della Guardia di Finanza, di 55 anni, originario del Pesarese, rischia una condanna a 4 anni di reclusione. E' questa la richiesta avanzata dalla pm Sara Posa, che ha chiesto invece l'assoluzione per il reato militare di violata consegna, che sarebbe consistito nell'aver acconsentito l'accesso, in orario notturno, di un civile dentro la caserma, permettendogli di rimanere all'interno.

Per l'accusa, il militare, in servizio di piantone nella notte tra l'8 e il 9 dicembre 2022, costrinse un'amica dell'allora compagna a subire avances sessuali dentro la caserma, assicurandosi che non ci fosse nessun'altro presente. La vittima, una donna di 52 anni, accettò l'invito del finanziere a fargli visita per bere una birra insieme. Il drink, in realtà, sarebbe stato un banale pretesto per provarci. Infatti l'appuntato è accusato di averle afferrato le guance con forze e averla baciata spingendola contro il muro. Poi l'avrebbe spintonata su un divanetto e, sedendosi sopra di lei, l'avrebbe palpeggiata ovunque, nonostante la donna gli avesse chiesto più volte di fermarsi e lasciarla andare. 

Una ricostruzione respinta con forza dall'imputato, difeso dall'avvocato Piero Venturi, che ai giudici ha assicurato di non aver percepito alcun rifiuto da parte della 52enne. Il finanziere, che è stato trasferito fuori provincia, ha parlato di uno scambio di effusioni, di baci ricambiati e non rubati. Poi la donna, a un certo punto, dopo aver ricevuto un messaggio, gli avrebbe chiesto di andare un attimo in bagno e, una volta uscita, lo avrebbe salutato dicendogli che doveva assolutamente scappare. Nei giorni successivi ci sarebbe stato uno scambio di messaggi andato a scemare a causa delle risposte sempre più fredde e distaccate di lei. "Nessuna violenza", ha ribadito in aula l'imputato, che nel frattempo ha risarcito la donna di 10mila euro. Con il risarcimento, lei ha ritirato la costituzione di parte civile ed è uscita dal processo. L'avvocato Venturi ha chiesto l'assoluzione del suo assistito, perché il fatto non sussiste, per vizio della manifestazione del dissenso della vittima. Il tribunale collegiale di Rimini ha rinviato l'udienza al primo luglio per repliche e lettura della sentenza. 

 

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