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Spiaggia Libera Tutti

Stessa spiaggia, stesso mare?: gli studenti raccontano il territorio che cambia

In foto: Spiaggia Libera Tutti
Spiaggia Libera Tutti
di Redazione   
Tempo di lettura 3 min
Mer 6 Mag 2026 17:02 ~ ultimo agg. 17:08
Tempo di lettura 3 min

Un progetto di ricerca universitario per raccontare come l’accessibilità possa trasformare non solo gli spazi, ma anche il modo di vivere il turismo e la città.

Si intitola “Stessa spiaggia, stesso mare?” il lavoro realizzato da quattro studenti del corso di Sociologia del Territorio del Campus universitario di Forlì dell’Università di Bologna, coordinato dal professor Gabriele Manella, dedicato all’analisi del progetto riminese “Spiaggia Libera Tutti”, la spiaggia inclusiva inaugurata la scorsa estate sulla spiaggia libera di Piazzale Boscovich.

Lo studio - realizzato dagli studenti Astkhik Sargsian, Claudio Govi, Nicoletta Fantini e Veronica Corneli - approfondisce il tema della trasformazione del territorio attraverso il turismo accessibile, analizzando come la progettazione inclusiva possa incidere concretamente sulla qualità dello spazio pubblico e sulla partecipazione sociale.

Attraverso un approccio qualitativo basato su interviste semi-strutturate e analisi documentale, la ricerca evidenzia come “Spiaggia Libera Tutti” rappresenti non soltanto un intervento infrastrutturale, ma un vero progetto di welfare territoriale capace di coniugare inclusione, socialità e innovazione turistica.

Il progetto del Comune di Rimini nasce con l’obiettivo di creare uno spazio balneare accessibile alle persone con disabilità motorie, sensoriali e cognitive, organizzato secondo criteri di universal design, con passerelle, gazebo, cabine dedicate e sistemi di accesso al mare studiati per favorire autonomia e piena fruizione dell’esperienza balneare.

Nel loro lavoro gli studenti sottolineano come il turismo accessibile rappresenti oggi una delle espressioni più significative della trasformazione territoriale di Rimini, città che continua ad evolvere il proprio modello turistico valorizzando il diritto alla fruizione dello spazio pubblico e ampliando il concetto di accoglienza.

La ricerca mette inoltre in evidenza il valore della coprogettazione tra istituzioni, cooperative sociali e realtà del territorio, definendola un esempio virtuoso di welfare di comunità e di innovazione sociale replicabile anche in altri contesti turistici.

A completare il progetto, gli studenti hanno realizzato anche un’intervista doppia al sindaco di Rimini Jamil Sadegholvaad e al presidente dell’associazione Amici di GigiValerio Tomaselli, soggetto che gestisce la spiaggia inclusiva. L’intervista approfondisce le origini del progetto, le sfide affrontate, i risultati raggiunti e le prospettive future di sviluppo del turismo accessibile a Rimini a partire dal progetto che sta cambiando il modo di fare turismo balneare a Rimini e che ha già attirato l'interesse di altre amministrazioni italiane e straniere.

Tra i dati citati particolarmente significativo il numero delle presenze registrate nella prima stagione di attività: circa 5mila utenti, oltre 1.500 prenotazioni e un tasso di occupazione dei gazebo del 126%. Per gli autori dello studio, questi numeri non sono solo un indicatore di successo: rivelano un bisogno sociale a lungo rimasto inespresso, a conferma di una domanda concreta di accessibilità e inclusione nell’offerta turistica balneare.  “Stessa spiaggia, stesso mare?” restituisce così una lettura sociologica e territoriale di un progetto che sta contribuendo a ridefinire l’identità turistica della città, mantenendo saldo il legame con la tradizione dell’ospitalità romagnola e proiettandola verso un modello sempre più aperto, inclusivo e accessibile. Il progetto completo è stato presentato nell’ambito del corso di Sociologia del Territorio del Campus di Forlì dell’Università di Bologna.

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