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firmano in 70

Riforma istituti tecnici. Nel riminese sale la protesta: mozione al Gobetti

In foto: L’istituto Gobetti-De Gasperi
L’istituto Gobetti-De Gasperi
di Redazione   
Tempo di lettura 3 min
Mer 6 Mag 2026 17:38 ~ ultimo agg. 18:33
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Sono 70 i docenti dell’ISISS Gobetti-De Gasperi di Morciano di Romagna che hanno firmato la mozione contro la revisione dell’assetto degli Istituti Tecnici, come previsto dalla Riforma del Miur pubblicata il 9 marzo. La protesta riguarda migliaia di istituti in Italia e ha visto forte adesione anche nelle scuole riminesi.

Una revisione, spiegano gli insegnanti, che introduce modifiche radicali a indirizzi, articolazioni e quadri orari e, nonostante le riserve espresse dal CSPI, impone l'entrata in vigore delle nuove disposizioni già dal prossimo anno scolastico, senza tenere conto che le iscrizioni erano già concluse al momento della decisione, che modifica sostanzialmente il percorso scelto. "Ciò contrasta - scrivono i docenti che hanno inviato anche una lettera aperta a studenti e famiglie - con il principio di affidamento legittimo e con il diritto a una scelta consapevole e informata. Viene compressa l'autonomia scolastica, impedendo alle scuole di discutere nel merito le scelte curricolari, deliberare consapevolmente sull'utilizzo del curricolo d'istituto e valutare con coerenza le ricadute sugli organici"

Le modifiche prevedono: l'accorpamento di fisica, chimica, scienze naturali e biologia in un'unica macro-disciplina "che avviene senza indicazioni chiare e univoche sulle classi di concorso da utilizzare, generando incertezza didattica e organizzativa". Il monte ore settimanale sarà ridotto a 30 proprio al quinto anno al cui termine è previsto l’Esame di Maturità. E' prevista, inoltre, una riduzione dell’insegnamento di lingua e letteratura italiana a 33 ore. "Il nuovo assetto introduce una specializzazione precoce già dal primo anno, con effetti negativi su possibilità di passaggio tra indirizzi, flessibilità delle scelte formative in età precoce,  orientamento degli studenti e rischio di dispersione scolastica".

Gli insegnanti esprimono totale dissenso verso le tempistiche imposte dal Ministero dell'Istruzione e del Merito. Invitano il Ministro a differire di almeno un anno l'entrata in vigore del DM, per garantire il rispetto delle scelte già effettuate dalle famiglie e una corretta progettazione delle scuole. Auspicano l'apertura di un confronto reale e strutturato con le comunità scolastiche sugli aspetti ordinamentali e organizzativi della riforma.

Una riforma che ha suscitato la contrarietà di tante realtà scolastiche tecniche anche nel riminese. Nel tardo pomeriggio è arrivato sul tema una nota del MIUR dove si legge: "Proprio oggi a Roma si è svolto al Ministero un incontro con i sindacati che hanno aderito alla procedura di raffreddamento (ndr CISL Scuola, UIL Scuola RUA, SNALS Confsal, Gilda Unams e ANIEF) per affrontare il tema della riforma degli Istituti tecnici disposta dal PNRR. Nell’incontro si è convenuto, in continuità con i provvedimenti amministrativi già adottati e fortemente voluti dal Ministro Valditara per il prossimo anno scolastico, che si procederà, nel rispetto degli obiettivi della riforma e della garanzia della qualità dell’offerta formativa, ad introdurre anche una modifica normativa, a regime, diretta a ridefinire la quota riservata alle istituzioni scolastiche con la finalità di assicurare la stabilità dell’organico e la tutela delle discipline". Sembrerebbe, quindi, che un'intesa potrebbe esserci. Nessun dettaglio ulteriore sui tempi o sui contenuti specifici della modifica. La partita, per ora, resta sul tavolo tecnico.

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