Estorsione e usura nei confronti di una coppia di coniugi, arrestato un parente
Avrebbe prestato 40mila euro a dei parenti ucraini, moglie e marito, residenti nel Riminese, per poi richiedere interessi ritenuti usurari per 27mila euro. Soldi che avrebbe preteso ad ogni costo, "altrimenti ammazzo e brucio tutti". Una minaccia in parte realizzata, dal momento che l'uomo, un imprenditore ucraino di 53 anni, è accusato di aver dato fuoco all'auto dei coniugi.
Le indagini dei carabinieri della Compagnia di Riccione hanno portato all'arresto del presunto usuraio, fermato martedì mattina al momento del ritiro dei circa 27mila euro, avvenuto vicino ad un distributore di carburanti a Cattolica. I militari del Radiomobile, infatti, d'accordo con le vittime, l'hanno bloccato con il denaro ancora in mano. Stando al racconto dei coniugi, il parente nel giugno del 2024 avrebbe prestato loro 40mila euro, poi restituiti dalle vittime in meno di un anno. A quel punto il 53enne ucraino avrebbe preteso gli interessi. Davanti all'iniziale rifiuto della coppia, ha risposto con ripetute minacce di morte, inviando foto di vetture incendiate, pistole e bombe a mano. Poi, per dimostrare che faceva sul serio, nel novembre scorso avrebbe incendiato la loro auto. Martedì, invece, quando è stato arrestato in flagranza dai carabinieri per estorsione aggravata e usura, nascondeva nella tasca anche uno spray al peperoncino.
L'imprenditore ucraino, difeso dall'avvocato Alessandro Pierotti, respinge le accuse e venerdì mattina comparirà in tribunale per l'udienza di convalida. Al giudice fornirà la sua versione dei fatti, spiegando verosimilmente che i 40mila euro prestati in realtà non gli sarebbero mai stati restituiti.












