Ecomondo, gli studenti di Rimini promuovono l’Agenda ONU 2030
Sono stati gli studenti delle scuole di Rimini, tra cui quelli dell’I.T.E.S. Roberto Valturio, i primi a entrare nel laboratorio «Coloriamo il futuro con l’olio alimentare esausto», lo spazio di educazione ambientale allestito da Nuova C Plastica a Ecomondo 2026 (Rimini Expo Centre, Padiglione C5, Stand 405), e a dare vita, sin dall’apertura, alle prime opere dedicate agli obiettivi dell’Agenda ONU 2030, partendo dall’acqua e dal mare.
Accompagnati dalla pittrice e artista Marisa Cocchi, dall’Art Director della campagna «Stop Food Oils and Fats in the Sea» Donato Mazzoli e dallo staff della divisione educazione e ambiente di Nuova C Plastica, i ragazzi hanno trasformato l’olio delle conserve, miscelato con terre naturali e prodotti ecocompatibili, in colore per opere di un metro per un metro e mezzo. Un gesto creativo che restituisce valore a un rifiuto domestico troppo spesso sottovalutato e mostra, con la forza dell’immagine, che l’olio alimentare esausto può diventare risorsa invece di inquinare il mare. Al centro del laboratorio c’è la creatività dei giovani e la loro capacità di comunicare. Gli studenti hanno raccontato il lavoro in diretta attraverso storie, reel e post, facendo un uso consapevole dei social network a difesa dell’ambiente e del pianeta: è grazie a loro se il messaggio ha raggiunto in tempo reale una platea ben più ampia di quella dello stand.
Decisivo è stato anche il coinvolgimento dei tanti visitatori di Ecomondo, che hanno risposto all’invito dei ragazzi a farsi fotografare accanto all’opera e a pubblicare lo scatto con gli hashtag #COP31, #AgendaONU2030 e #EcoMondo2026. Ogni foto condivisa è diventata un piccolo atto di adesione alla sfida per il clima che parte da Ecomondo, nella prospettiva della COP31 di novembre 2026, e che vede gli studenti testimoni e protagonisti del cambiamento.
Dopo le scuole di Rimini, il laboratorio accoglie studenti provenienti da tutta Italia, anche dalla lontana Sicilia, con ogni classe impegnata nella realizzazione di un’opera dedicata a un obiettivo dell’Agenda ONU 2030. Le opere, nate dall’olio esausto, verranno poi esposte, a testimonianza di un messaggio semplice: l’olio alimentare esausto non va versato negli scarichi né disperso nell’ambiente, ma raccolto e recuperato.
L’iniziativa si inserisce nella campagna «Stop Food Oils and Fats in the Sea», promossa da Nuova C Plastica in partnership con CONOE e riconosciuta Buona Pratica Territoriale ASviS. Informazioni su stopfoodoils.it.
«L’entusiasmo di questi ragazzi, la loro creatività e l’impegno con cui hanno trasformato un olio di scarto in colore e in messaggio ci fanno ben sperare per il futuro e, soprattutto, per l’appuntamento della COP31. Sono loro i testimoni più credibili di una sfida che parte da Ecomondo e vuole arrivare lontano: salvare il mare e la natura dagli oli alimentari esausti» — dichiara Piero Camoli, Amministratore di Nuova C Plastica e Responsabile Nazionale della campagna «Stop Food Oils and Fats in the Sea».










