Don Oreste: in 10.000 al funerale. La Papa Giovanni si prepara al futuro


La liturgia è stata presieduta dal Vescovo Francesco Lambiasi.
A fianco a lui i cardinali Caffarra e Tonini, i vescovi De Nicolò e Negri, Monsignor Rilko, presidente del pontificio consiglio per i laici, monsignor Betori e centinaia di sacerdoti riminesi e della Comunità.
Un lungo e commosso applauso ha scosso il Palas mentre il feretro usciva sulle spalle dei sacerdoti della comunità. Almeno 10.000 persone, tra la sala principale e i maxischermi allestiti nelle sale laterali, hanno dato questa mattina l’ultimo saluto a don Oreste Benzi.
Le prime file sono state riservata a coloro che don oreste aveva più a cuore: i bambini accolti nelle case famiglia, i ragazzi disabili che in comunità hanno ritrovato dignità. Nelle parole del Vescovo Lambiasi il coraggio e l’intensità della testimonianza d’amore del sacerdote riminese, che una cordata di santi ha accolto in Paradiso: don Tonino Bello, madre Teresa, il beato Marvelli, Giovanni Paolo II.
L’amore di Dio, ha detto monsignor Lambiasi, è stato il segreto della vita di don oreste. E non venga la tentazione, ha aggiunto, di farne una lettura buonista. L’unica possibile strada da imboccare è una interpretazione profetica che è chiara anche negli appelli provocanti che don Oreste non temeva di pronunciare. I richiami ai politici sulla prostituzione, ma anche quelli ai cattolici sulla scomparsa della coscienza di essere popolo di Dio.
Una testimonianza di radicalità, come hanno sottolineato nel loro messaggio i vescovi italiani.
Dopo avere salutato il suo fondatore, la Comunità Papa Giovanni XXIII si prepara al futuro.
La responsabilità per chi deve prendere in mano le tante attività è grande, ma anche, assicurano le persone della Comunità, la forza del messaggio che don Oreste ha lasciato a chi gli è stato accanto.
Per tre mesi il riferimento della Comunità sarà il vicepresidente Paolo Ramonda. Poi sarà eletto il nuovo presidente.
(newsrimini.it)