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assemblea a Casteldelci

Difesa del suolo. Per il torrente Senatello interventi da 950.000 euro

In foto: l'incontro a Casteldelci
l'incontro a Casteldelci
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Redazione
   
Tempo di lettura 4 min
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Sei interventi già conclusi e altri due, per 950.000 euro, in partenza lungo il torrente Senatello, che attraversa un'area dell'Appennino riminese particolarmente vulnerabile agli eventi meteorologici e colpita dalle ondate di maltempo degli ultimi tre anni. La Regione Emilia-Romagna fa il punto sui lavori per la riduzione del rischio idrogeologico in una zona esposta a frane e fenomeni di dissesto che interessano in particolare gli abitati di Mercato e Schigno. La sottosegretaria con delega alla Protezione civile, Manuela Rontini, ha partecipato a un'assemblea pubblica a Casteldelci assieme al sindaco, Fabiano Tonielli, e tecnici e dirigenti della Struttura commissariale per la ricostruzione e dell'Agenzia regionale Sicurezza territoriale e Protezione civile.

Sul Senatello finora sono quattro gli interventi realizzati in somma urgenza, per 400.000 euro: due manutenzioni all'altezza del Molino Pazzaglia a monte del ponte comunale, altre due all'Ecopark a poca distanza dall'abitato di Mercato e a monte del parco. Altri 400.000 euro sono andati per risistemare la briglia a Capannelli, a valle del fosso Santa Maria e quella a Molino Pazzaglia. Un settimo intervento in corso riguarda un'ulteriore briglia a Pian del Cerro, ormai in via di completamento. Complessivamente, grazie a un investimento di 1,1 milioni di euro, sono state consolidate e riqualificate nove delle 32 briglie esistenti sul torrente. Sono anche state realizzate opere innovative come le "scale" di rimonta per la fauna ittica. I prossimi interventi, quelli da 950.000 euro, sono divisi in tre aree, due a Schigno e una terza a Mercato e riguardano interventi di sistemazione idraulica e contrasto al dissesto idrogeologico, in particolare le frane.

Due cantieri, finanziati con 750.000 euro di fondi Fesr, prevedono opere di drenaggio per la regimazione delle acque tramite dreni sub-orizzontali, oltre alla stabilizzazione dei versanti con opere di ingegneria naturalistica. L'obiettivo è combattere l'erosione sul versante destro del Senatello che non permette una corretta regimazione delle acque meteoriche. Un terzo cantiere, a Schigno, per 200.000 euro punta a limitare il deflusso incontrollato dell'acqua nel primo sottosuolo creando trincee drenanti e una nuova condotta al posto di quella attuale, ormai usurata. A Schigno, inoltre, è prevista la manutenzione della briglia del Fosso Faticaio. La durata dei lavori è stimata di 180 giorni.

"Il confronto diretto con le comunità locali è fondamentale per conoscere da vicino le esigenze dei territori e individuare insieme le risposte più efficaci - ha sottolineato la Rontini - In questi mesi stiamo portando a termine opere fondamentali per la tutela di chi vive in queste aree, con una particolare attenzione al torrente Senatello e alle criticità che hanno provocato problemi e interruzioni lungo la strada statale Senatellese. Continueremo a lavorare insieme alla struttura commissariale e agli amministratori locali per individuare soluzioni efficaci e rapide". Per un comune montano come Casteldelci, dice poi il sindaco, "la lotta al dissesto idrogeologico significa prima di tutto difendere la sicurezza delle persone e la possibilità di vivere e lavorare in sicurezza sul territorio".

La consigliera regionale del PD Alice Parma sottolinea: “Ogni euro investito nella prevenzione e nella sicurezza idraulica e idrogeologica della nostra montagna è una salvaguardia in più per le comunità che la abitano, ma anche per la pianura e la costa. La prevenzione parte dall’Appennino ed è per questo che come Regione abbiamo scelto di investire con continuità sulla sicurezza del territorio. A Casteldelci, come in altre aree della nostra montagna, questo significa intervenire sui versanti, sui corsi d’acqua e sulle infrastrutture, con l’obiettivo di ridurre il rischio prima che si trasformi in emergenza. “Dentro questo lavoro rientra anche l’attenzione alle infrastrutture che tengono unite le comunità. La Senatellese rappresenta una delle questioni più delicate per questo territorio e il percorso avviato con la seconda fase del Piano Speciale di Ricostruzione può offrire uno strumento in più per affrontarne il ripristino. È importante continuare a lavorare insieme, con i Comuni e con tutti gli enti coinvolti, per dare risposte concrete a chi vive e lavora in queste aree”.

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