Desertificazione commerciale. Forza Italia sui "bluff" di Gnassi e Sadegholvaad
Forza Italia di Rimini, per voce del coordinatore comunale Davide Frisoni, risponde al parlamentare ed ex sindaco di Rimini Andrea Gnassi che aveva attribuito al Governo responsabilità sulla desertificazione commerciale (vedi notizia). "L'impronta non è cambiata. Da Gnassi a Jamil la stessa politica contro il centro. Chi sperava in un cambio di rotta con l'amministrazione guidata dal Sindaco Jamil Sadegholvaad è rimasto deluso: l'impostazione urbanistica ed economica è in perfetta ed evidente continuità con il passato. Anche questa giunta ha dimostrato di non avere una reale visione infrastrutturale e di sostegno alle botteghe di vicinato".
Per Frisoni: "L'esempio più lampante di questa continuità è la vicenda del nuovo Stadio "Romeo Neri". Un progetto sponsorizzato e sostenuto con forza dall'amministrazione Jamil che, anziché cogliere l'occasione per ripensare l'urbanistica cittadina valutando lo spostamento dell'impianto sportivo fuori dall'anello centrale, ha avallato una maxi-struttura con oltre ventimila metri quadrati tra spazi direzionali, pubblici esercizi e superfici commerciali a due passi dal cuore della città. Un’ennesima potenziale colata di spazi commerciali adiacenti al centro storico che avrebbe inflitto il colpo di grazia ai piccoli esercenti. Se quel progetto oggi è stato abbandonato, non è certo per una tardiva presa di coscienza urbanistica del Sindaco, ma per i continui ritardi, proroghe e nodi mai chiariti del tutto nei complessi iter procedurali tra l'amministrazione e i soggetti privati coinvolti. Ma il sindaco persiste nel suo progetto di spendere decine di milioni per un nuovo stadio dell’atletica a Miramare e altri milioni per rivisitare lo stadio. Tutti soldi dei cittadini naturalmente… ma che di esigenze ne hanno ben altre".
Sul tema "Commercio, parcheggi e affitti: le colpe a Rimini hanno nomi e cognomi. Gnassi si accorge oggi che i negozi di vicinato chiudono nei centri storici sotto il peso della concorrenza della grande distribuzione. Ma dov’era il suo partito, e dov’era lui stesso da dirigente della maggioranza e da Consigliere Regionale dell'Emilia-Romagna, quando sul territorio si approvavano le varianti urbanistiche ed i permessi per gli oltre 40.000 mq del centro commerciale Le Befane (inaugurato nel 2005 a soli 2 km dal centro) e per I Malatesta a Rimini Nord? Scelte politiche precise del centro-sinistra dell'epoca di cui Gnassi è stato prima sostenitore ed esponente di punta in Regione e poi continuatore nei suoi dieci anni da Sindaco.
Il centro storico non è stato soffocato per caso, ma da precise scelte programmatiche del centro-sinistra. A questo si aggiunga la crociata ideologica contro le auto firmata Gnassi: per anni ci è stato raccontato che le vetture dovevano sparire, eliminando migliaia di parcheggi sul lungomare e cinturando il centro con ZTL e ingressi a singhiozzo persino per i residenti. Il risultato? L'accessibilità è crollata. E l'ennesima riprova è lo stallo imbarazzante dell'Area ex Fox: un'area strategica con un progetto di privati lasciato fallire, poi passato in mano a Coop e bloccato da cinque anni in un groviglio burocratico che nega alla città un polmone da oltre 150/200 posti auto pubblici fondamentali per far respirare le botteghe del centro. Rivendicare parcheggi come quello di Piazza Marvelli per dimostrare che "funzionano" fa sorridere: è ovvio che sia pieno, il Comune ha eliminato ogni alternativa attorno".
Coerenza e metodo: da Palazzo Garampi a Montecitorio. Fa quasi sorridere sentire Gnassi lamentarsi della maggioranza di governo che boccia le proposte dell'opposizione. Per anni, a Rimini, il suo metodo di governo è stato esattamente questo: bocciare sistematicamente ogni buona proposta presentata dal centro-destra in Consiglio Comunale per poi riproporla pochi mesi dopo cambiando una virgola, per poi votare a favore e intestandosene i meriti a mezzo stampa e sui social"
E Frisoni ne ha anche per "il bluff del PNRR: il caso Gaiofana. Nell'ultimo "libro dei sogni" sfornato a favore di camera, l'Onorevole chiede oggi miliardi per nuove autostrade, varianti di Statali e Alta Velocità fuori scala, ben sapendo che la stagione dei fondi straordinari si sta esaurendo. La domanda è semplice: perché questi interventi non sono stati programmati ed inseriti con progetti cantierabili nei fondi PNRR quando se ne aveva l'occasione?
La risposta la dà la grave incapacità progettuale e programmatica dimostrata sui cantieri della città: basti guardare il caso del Centro Sportivo della Gaiofana, un intervento per il quale l'amministrazione comunale ha ottenuto e poi perso i fondi PNRR a causa di una gestione fallimentare, errori programmatici e ritardi nei bandi. Chi stenta a gestire un impianto sportivo periferico finanziato con i fondi europei oggi pretenderebbe di fare la lezione sul futuro dell'Alta Velocità e dei collegamenti autostradali romagnoli".
In conclusione. Il carovita è evidente che poco dipendono dalla volontà politica italiana, ma da circostanze geopolitiche da rivedere sicuramente. Ma se il commercio di vicinato affonda e le infrastrutture riminesi sono al palo, la colpa non è di un nemico esterno a Roma, ma di vent'anni di annunci, sosta azzerata, grandi centri commerciali favoriti e propaganda social a cui i cittadini di Rimini, oggi, non credono più.










