Dassilva torna in tv: "Manuela protegge qualcuno, ho pregato tanto per Pierina"
Dovranno trascorrere altri 90 giorni prima di conoscere le motivazioni della sentenza di assoluzione nei confronti di Louis Dassilva, unico imputato per l'assassinio di Pieria Paganelli. La giudice Fiorella Casadei avrebbe dovuto depositarle oggi, ma ha chiesto ed ottenuto una proroga di tre mesi. Appuntamento, quindi, al 7 dicembre, quando si potrà comprendere nel dettaglio cosa abbia spinto la Corte d'Assise di Rimini a ritenere innocente il 35enne senegalese dopo ben 16 ore di camera di consiglio.
Nel frattempo Dassilva, che ha ripreso il suo lavoro di sempre dopo i 694 giorni di carcere, ha rilasciato la sua prima intervista da uomo libero. Un'esclusiva affidata al programma Ore14 su Rai 2, dove, accompagnato dai suoi legali, Riario Fabbri e Andrea Guidi, ha toccato vari temi di un caso che ancora oggi vede l'assassino in libertà. Rispondendo alle domande del conduttore Salvo Sottile, Louis ha ribadito a chiare lettere la propria innocenza: "Ho sempre avuto fiducia nella Giustizia, ma la paura c'era", ha detto. Il periodo più difficile trascorso in carcere è quello coinciso con lo sciopero della fame. La detenzione, però, gli ha insegnato "la pazienza" e di quell'esperienza porta con sé ancora oggi "il sostegno e la vicinanza degli altri detenuti".
Parole al miele per la moglie, Valeria Bartolucci, che non lo ha mai scaricato neppure di fronte ai ripetuti tradimenti emersi nel corso del processo: "Tra noi è tutto come prima - ha confermato Dassilva - siamo ancora insieme e molto innamorati. Mi dispiace se l'ho fatta soffrire, non vado fiero di averla tradita". Sull'ex amante, sua grande accusatrice, Manuela Bianchi, Louis è andato giù duro, ipotizzando che il cambio di versione della donna sia avvenuto "per proteggere sé stessa o qualcun altro", senza però fare nomi, mentre ha liquidato la loro relazione extraconiugale come "una storia di solo sesso". Infine un pensiero per la vittima: "In carcere ho pregato tanto per Pierina". E quando il conduttore gli fa notare che 29 coltellate sono il sintomo di un rancore profondo, il senegalese dice: "Appunto, io non la odiavo e non avevo rabbia nei suoi confronti. Con lei solo rapporti di normale vicinato, buongiorno e buonasera".










