Cucinare senza sprechi, due iniziative a Bellaria per un cibo consapevole
Quante volte, dopo aver deliziato il palato con la buona cucina, prestiamo poca attenzione agli scarti del cibo appena gustato? Sensibilizzare le nuove generazioni ma non solo sull'importanza della riduzione degli sprechi alimentari è di grande attualità e un percorso culturale ormai ben tracciato.
A questo contribuiranno anche le due iniziative in programma il 10 dicembre, promosse dal Dipartimento Sanità Pubblica di AUSL Romagna in collaborazione con il Comune di Bellaria Igea Marina: un convegno dal titolo "La rivincita degli scarti" in programma al Palazzo del Turismo di Bellaria, per riflettere su un uso consapevole del cibo, e un concorso, riservato agli studenti delle classi terze degli Istituti Alberghieri della Provincia di Rimini, in cui i ragazzi nel tempo di tre ore dovranno dar vita a un piatto originale (antipasto, primo, secondo o dessert) utilizzando ingredienti di recupero, avanzi o scarti comunemente non valorizzati nel rispetto delle norme igienico-sanitarie con un paniere messo a disposizione e un ingrediente a sorpresa estratto nel giorno della competizione.
Il concorso, dal titolo "No Waste - Cucinare senza sprechi", riserverà un premio di 150 euro in buoni spendibili per l'acquisto di materie prime da utilizzare nel proprio istituto. Ma più che la qualità del piatto come in qualsiasi cooking-show, ciò che conterà sarà l'impiego creativo degli ingredienti di recupero e la coerenza con il tema del "no waste". Ogni anno infatti tonnellate di cibo perfettamente commestibile vengono scartate lungo tutta l'intera filiera produttiva e di consumo con importanti conseguenze ambientali, economiche e sociali.
Filippo Giorgetti, sindaco di Bellaria Igea Marina: "Riteniamo preziosa questa iniziativa contro lo spreco e per una gestione consapevole della risorsa alimentare, nell'ottica di prevenzione e promozione di buone pratiche che, nel concreto, possono migliorare la qualità della vita dei cittadini. Merita di essere sottolineata l'ottima collaborazione con Ausl Romagna, per una sinergia che si estende al territorio e al mondo della scuola, con la sede bellariese dell'Istituto Alberghiero che, a pochi anni dalla sua creazione, si è affermata quale fiore all'occhiello della nostra comunità anche, appunto, per la capacità di interagire e promuovere un'educazione che va oltre la didattica. Eventi come questo, rappresentano un'occasione preziosa per agganciare i più giovani su temi oggi attuali più che mai, e per la costruzione di un ponte generazionale e un clima di fiducia fra i giovani e gli adulti che veda fianco a fianco enti locali, istituzioni scolastiche e sanitarie; costruzione a cui saprà contribuire positivamente anche una risorsa come la nuova Casa della Comunità, proponendosi certo quale polo di servizi potenziati per la salute e la diagnostica, ma anche come presidio sulla strada della promozione di buone pratiche nella vita di tutti i giorni".
Antonio Lauriola, Settore Prevenzione Collettiva e Sanità Pubblica Regione Emilia-Romagna: “Da anni ci stiamo occupando di donazioni alimentari come servizio sanitario, perché per noi la salute è unica, che sia dell’uomo, degli animali e dell’ambiente, e puntiamo a tutelarla con progetti e azioni. Una di queste azioni, che illustreremo anche al convegno del 10 dicembre alla luce delle ultime esperienze insieme con il Banco Alimentare, è quella del recupero, distribuzione e utilizzo di prodotti alimentari per fini di solidarietà sociale. Ovvero quel mondo di empori solidali e mense sociali che riescono a recuperare prodotti cosiddetti di scarto ma assolutamente edibili, che però fino a poco tempo fa venivano buttati. Dunque in questo caso vogliamo affiancarci alla rivincita degli scarti nelle scuole alberghiere con la rivincita negli scarti nella filiera alimentare, ad esempio un supermercato che dona le banane troppo vicine alla maturazione, così riutilizzate sempre secondo regole di garanzie sanitarie che tutelino la salute di chi le consuma. Questo perché, come dice un alto prelato della curia bolognese, le ‘cose buone bisogna farle bene’”.












