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Consulenti del lavoro a congresso: ‘Lavoro femminile prima vittima della crisi’

di Redazione   
Tempo di lettura 2 min
Sab 19 Giu 2010 14:21 ~ ultimo agg. 13 Mag 19:11
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Sono liberi professionisti esperti nella gestione delle risorse umane, profondi conoscitori delle leggi che regolano i rapporti di lavoro, in materia previdenziale ed assistenziale. In un periodo di crisi, come quello appena vissuto, il ruolo dei consulenti del lavoro è cambiato e diventato ancora più importante. Su questo hanno fatto il punto i consulenti dell’Emilia Romagna, in questi giorni al Palacongressi. Un ritorno a Rimini, dove fu tenuta la prima edizione del congresso regionale. Spiega Luca Piscaglia, Presidente Regionale Anc: “Dieci anni fa si parlava molto dell’evoluzione del mondo del lavoro, della ricerca di lavoro autonomo. Il ritorno a Rimini, a dieci anni di distanza, è stato un voler fare il punto su ciò che è cambiato”.

Anche dalla loro visuale, negli ultimi anni, i consulenti hanno potuto toccare con mano la crisi vissuta dalle piccole aziende emiliano-romagnole. “Per la cassaintegrazione in deroga che rappresenta tutto il mondo delle piccole imprese artigianali e commerciali” – spiega Piscaglia – “sono stati sottoscritti 15mila accordi. Un numero elevatissimo di aziende e di situazioni di difficoltà”.

Un’attenzione particolare è stata riservata al tema delle Pari Opportunità, con una tavola rotonda. Assente il ministro Carfagna, vi hanno partecipato esponenti del mondo delle imprese, del sindacato, della politica. Un tema prioritario, per una professione in cui le donne sono più numerose degli uomini, e che per i consulenti oggi assume un’importanza ancora maggiore con la crisi. Di qui anche la recente sottoscrizione di un protocollo di intesa col ministero del Lavoro per promuovere politiche attive con l’obiettivo di raggiungere una vera uguaglianza di genere. La tavola rotonda è stata moderata dalla Presidente del Consiglio Nazionale dei Consulenti del Lavoro Marina Calderone. “Nel nostro recente passato di crisi, abbiamo visto contrarsi la quota di occupazione femminile: sono le donne i primi soggetti ad essere espulsi dal mercato del lavoro, nei momenti di riorganizzazione”.

(NewsRimini.it)

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