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Condono edilizio. La nuova legge presentata a geometri e architetti

di
Redazione
   
Tempo di lettura 2 min
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Il decreto legge collegato alla legge finanziaria del 2004 si limitava a dare le linee generali e risultava anche abbastanza oscuro.
Il principio su cui si basa la legge regionale emiliano romagnola è garantire la qualità dell’ambiente. Ma anche evitare che vengano effettuati abusi. Eppure da quando è stato approvato il decreto nazionale sono aumentate del 36% in Emilia Romagna le denunce dei comuni nella rilevazione delle infrazioni. La stragrande maggioranza degli abusi della regione sono comunque di piccola entità e riguardano tettoie e manufatti leggeri.
Le novità di questa legge stanno nella necessità per avere la sanatoria di soddisfare anche i requisiti igienico sanitari, cosa che prima non era richiesta e di fatto poteva impedire di avere l’agibilità,
nella preservazione della qualità del territorio per centri storici, zone tutelate e edifici vincolati dal PRG
e infine nella possibilità di avere la sanatoria solo se è stato effettuato l’adeguamento antisismico soprattutto per la costruzione di sopraelevazioni.
La legge prevede inoltre una sanatoria per effetto diretto della legge per tutti i casi di abusi che siano stati fatti prima dell’entrata in vigore della legge 10 del 1977, un passaggio, questo che ha suscitato non poche perplessità tra gli addetti ai lavori per gli anni che sono trascorsi da allora.
Ma i dubbi più grossi vengono espressi riguardo ai termini di presentazione della documentazione per ottenere la sanatoria: il tutto deve essere pronto per il 10 dicembre. Altro motivo di discussione la possibilità che ogni comune decida in maniera arbitraria sul tipo di materiali da presentare.
La Regione, invece, difende la scelta di questa legge. Ascoltiamo Pier Antonio Rivola, assessore regionale all’Urbanistica e
Andrea Gnassi, consigliere regionale.

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