'Un odio profondo verso tutte le donne'. Condannato per maltrattamenti e lesioni
Un odio profondo verso tutte le donne, si legge nell'ordinanza, riversato soprattutto nei confronti dell'ex compagna convivente nonché madre di suo figlio. Una generale misoginia che lo ha spinto ad affermare di gioire alla notizia di ogni femminicidio, sperando fosse successo a Rimini. “Voi donne non servite a nulla, andate solo riempite di botte, tutte, comprese mia mamma e mia nonna – le urlava durante le aggressioni domestiche -. Non vali niente né come donna, né come madre, fai schifo…”.
Frasi registrate di nascosto col cellulare dalla vittima e consegnate ai militari dell'Arma. Per il reato di maltrattamenti in famiglia e lesioni personali, l'imputato, un 33enne di Bellaria Igea Marina, è stato condannato dal gup di Rimini a 2 anni e 6 mesi di reclusione in rito abbreviato, usufruendo così della riduzione di un terzo della pena, a fronte di una richiesta di condanna da parte del pubblico ministero di 4 anni. Dovrà inoltre risarcire l'ex compagna e pagare le spese processuali. Attualmente l'uomo, che ha alle spalle una denuncia per una presunta molestia nei confronti di un'operatrice sanitaria, si trova in carcere per essersi tolto il braccialetto elettronico mentre era agli arresti domiciliari.
Nonostante le aggressioni fisiche subìte, con tanto di spintoni, pugni e schiaffi, e le ripetute minacce di morte anche davanti al figlio piccolo, l'ex compagna aveva deciso di riaccoglierlo a casa. Il 33enne, infatti, difeso dall'avvocato Massimo Campana, dopo la fine del suo percorso al Sert per combattere la dipendenza da alcol e droghe, si era detto profondamento cambiato. Invece, trascorsi un paio di mesi, tutto era tornato come prima. "Questa sentenza di condanna - ha commentato l'avvocato della vittima, Monica Morolli - pone fine ad un sistematico percorso di annientamento morale, psicologico e fisico che la mia assistita ha dovuto subire per anni".











