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Concessioni demaniali. Le Regioni lavorano a Legge Quadro per 2013

di Redazione   
Tempo di lettura 2 min
Sab 29 Gen 2011 16:40 ~ ultimo agg. 14 Mag 04:43
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Due giorni fa a Roma, in una riunione di tutti gli assessori regionali al Turismo tra cui, per l’Emilia Romagna, anche il riminese Melucci, sono state definite le linee su cui impostare il lavoro. Le associazioni dei balneari saranno coinvolte con un protocollo parallelo insieme a Stato e Regione.

Le leggi regionali, da sole, non bastavano, ed avrebbero potuto creare disparità. E’ solo con una Legge Quadro nazionale, dicono le Regione, che si può affrontare il tema delle concessioni. “Anche perché il principio di concorrenza è competenza dello Stato – ricorda Melucci – proprio per questo fu impugnata due anni fa la proroga al 2020 definita dall’allora assessore regionale Pasi”.
La Commissione Turismo delle Regioni, col consenso del Ministro Fitto, ha definito i punti principali che la Legge Quadro dovrebbe individuare. I soggetti ammessi ai bandi di evidenza pubblica; i requisiti generali: escluso, ad esempio, chi ha avuto condanne per irregolarità ambientali o di previdenza. La capacità economica e finanziaria, le capacità tecnico-professionali. E ancora, definire i criteri di valutazione e la durata delle concessioni, da un minimo di 12 a un massimo di 30 anni. Stabilire una cauzione da versare a garanzia e un indennizzo da corrispondere al concessionario uscente, in caso di cambio di gestione, con una perizia sul valore dei beni aziendali e dell’avviamento di attività. Proposta, inoltre, la deroga per alcune categorie, come associazioni culturali e sportive, le colonie, il noleggio di mosconi e procedure semplificate per chi ha già in proprietà una parte di spiaggia. La Legge dovrà anche determinare la materia del federalismo fiscale, con le quote dei canoni e quanto spetterà alle regioni.
La proroga alle concessioni scade nel 2015, ma l’obiettivo è di approvare la legge entro il 2013.
Il 4 febbraio ci sarà una riunione con rappresentanti della Comunità Europea, per valutare quali sono i margini oltre cui non spingersi per evitare nuove infrazioni, ma anche per ribadire la particolarità del demanio marittimo in Italia e di chi ci lavora.

(Newsrimini.it)

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