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Nata nel 1976

Cinquant'anni di attività per Autodemolizione Casadei

In foto: Un momento della festa per i 50 anni di attività
Un momento della festa per i 50 anni di attività
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Redazione
   
Tempo di lettura 5 min
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È un punto di riferimento nel settore per Rimini, grazie ai suoi 50 anni di attività e alla qualità dei servizi forniti. Autodemolizione Casadei è nata nel 1976 per volontà di Gilberto Casadei, che decise di lasciare Gambettola, dove era cresciuto respirando l’aria dei demolitori, per trasferirsi nella vicina Rimini e aprire una piccola raccolta auto lungo la via Circonvallazione. Qualche anno dopo entrò in società, a soli 15 anni, il figlio Giorgio, che diventò socio del padre.

Una svolta epocale si ebbe nel 1998 con il decreto Ronchi, che determinava le caratteristiche che avrebbero dovuto avere i demolitori italiani per omologarsi alle normative europee. Nel giro di sei mesi la Casadei Giorgio e Gilberto Snc individuò una nuova zona dove costruire una struttura in cemento nel rispetto delle nuove disposizioni in via San Martino in Riparotta, 2/P. L’adeguarsi al decreto comportò grandi investimenti tecnologici e per lavorare sulle macchine in sicurezza. “Ci fu però una nuova dignità per il settore: finalmente il demolitore doveva gestire i rifiuti con il recupero del 96% dell’auto” racconta Barbara Baldazzi, moglie di Giorgio Casadei.

Giorgio pian piano lasciò spazio alla nuova generazione, rappresentata dal figlio Leonardo, ingegnere meccanico specializzato in autoveicoli, con alle spalle tre anni come progettista d’auto in Ferrari. “Ho deciso di tornare a casa per aiutare la famiglia – spiega Leonardo -, dopo ho scoperto che questo è il lavoro che mi appartiene e che ha un ruolo fondamentale nel settore automotive”.

“Abbiamo capito in quegli anni che per poter continuare a lavorare in un certo modo era necessario adeguarsi alle certificazioni ambientali – continua il racconto Barbara -. Anche le case costruttrici, come Fiat, Suzuki, Citroen, ecc., cercavano autodemolitori con certi requisiti. Siamo stati i primi a Rimini a chiedere e ottenere la certificazione ISO 14001. Il demolitore che lavora nel fango del resto non esiste più, ed è giusto che sia così. Qui adesso ci sono ingegneri, il livello del personale e dei computer utilizzati è altissimo, tutto è digitalizzato e ogni ricambio è controllato”.

Il mondo dell’automobile negli ultimi anni sta andando ad una velocità folle, tra nuove normative sulla digitalizzazione dei magazzini, tracciabilità dei ricambi e l’arrivo delle nuove macchine elettriche e delle vetture ibride che stanno prendendo sempre più piede sul mercato mondiale. “Mio fratello Davide – è sempre Barbara a parlare -, che lavora con noi dal 2000, seguendo la parte amministrativa, è una spalla importante. Attualmente siamo un bel gruppo di lavoro, tra amministrativi, operai, addetti al magazzino, addetti alle vendite e smontatori. Noi curiamo tutte le fasi della demolizione: chi vuole demolire la macchina viene qui e noi gestiamo completamente documenti e targhe”.

“L’altra parte del nostro lavoro – aggiunge Leonardo - è legata alla ricambistica. Grazie al metodo di lavoro che abbiamo creato riusciamo con facilità a servire sia il privato che i professionisti della zona, e non solo. Spediamo infatti ricambi a officine e carrozzerie in tutta Italia e ormai in tutta Europa, soprattutto in Francia, Spagna e Germania”.

Non solo lavoro però. La famiglia Casadei guarda tanto anche alle realtà che la circondano, dando una mano ad attività ed eventi. Basti pensare a “Rimini fo Mutoko”, che ha in Giorgio il suo pilastro. 

Venerdì 4 settembre con una bella festa sono stati festeggiati i cinquant’anni di attività. Ma qual è l’augurio che i titolari si fanno per questo mezzo secolo di lavoro?

“Giorgio è stato per vent’anni nella “fossa”, in una situazione di difficoltà a livello lavorativo. Sono felice per il cambiamento che il nostro lavoro ha effettuato in termini di dignità – dice Barbara -. Ho conosciuto tante persone, anche tante demolitrici, che credevano fermamente in questa figura. Abbiamo cercato di trasformare questo lavoro e vedere ora mio figlio in azienda è il frutto di un’evoluzione incredibile. Ci auguriamo di mantenere questa dignità e che ci sia sempre più rispetto per l’ambiente. Il parco macchine è vasto e a questo tutti dobbiamo far fronte e dare una risposta positiva. Chi fa questo lavoro, se lo fa bene, può avere un ruolo importante”.

“Da Ingegnere – conclude Leonardo - mi piacerebbe che un domani possa cambiare anche l’immagine di chi lavora in un’autodemolizione. Che non sia più visto come il meccanico con le mani sporche, un po’ grezzo, che smonta e spacca le auto a colpi di martello, ma come un professionista capace di lavorare, idealmente, con i guanti bianchi. Perché un’auto arrivata alla fine della sua vita non è semplicemente qualcosa da distruggere: è un insieme di componenti, materiali e risorse che possono avere una seconda vita. Il lavoro dell’autodemolitore del futuro sarà sempre meno quello di demolire e sempre più quello di recuperare, selezionare e valorizzare. Del resto oggi tutto il mondo guarda al riciclo, noi lo facciamo da sempre”.

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