Cimici in casa e ufficio di Bossi. Procura apre un’inchiesta


Il fascicolo, contro ignoti, e’ stato aperto d’ufficio dal procuratore Giovanni Ferrara sulla base delle dichiarazioni fatte da Bossi la scorsa notte a Ponte di Legno circa la scoperta, due mesi fa, di cimici nel suo ufficio presso il ministero delle Riforme e nella sua casa romana. I reati ipotizzati sono quelli previsti dagli articoli 617 e 617 bis del codice penale: ossia ”cognizione, interruzione o impedimento illecito di comunicazioni o conversazioni telegrafiche o telefoniche”, il primo, e ”installazione di apparecchiature atte ad intercettare od impedire comunicazioni o conversazioni telegrafiche o telefoniche”, il secondo.
Del ritrovamento delle cimici è stato lo stesso Bossi a parlare chiacchierando con i giornalisti nella notte a Ponte di Legno. Bossi ha detto che la sua segretaria al Ministero si e’ insospettita perche’ – ha spiegato-”troppa gente sapeva quello che avevo detto solo a lei”. Cosi’ sono stati fatti dei controlli ”e hanno trovato una cimice nel mio ufficio al ministero e diverse nella mia casa di Roma”.