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Caritas ucraina accolta a Rimini per un gemellaggio. Galasso: incontro toccante

In foto: Il gruppo ucraino insieme ai volontari riminesi di Caritas
Il gruppo ucraino insieme ai volontari riminesi di Caritas
di Redazione   
Tempo di lettura 4 min
Mar 27 Gen 2026 14:24 ~ ultimo agg. 14:28
Tempo di lettura 4 min

Dal 19 al 24 gennaio 2026 la Caritas diocesana di Rimini ha accolto una delegazione della Caritas della regione di Volyn, in Ucraina, nell’ambito del gemellaggio promosso da Caritas Italiana tra dieci Caritas diocesane italiane e altrettante ucraine. Un progetto pensato per sostenere e accompagnare realtà ecclesiali e sociali che operano in territori segnati dal conflitto, favorendo relazioni, scambio di buone pratiche e percorsi di collaborazione nel lungo periodo.

https://www.icaroplay.it/programmi/delegazione-caritas-ucraina-a-rimini-sei-giorni-per-conoscersi-meglio/



A fare un bilancio della settimana è il direttore della Caritas diocesana di Rimini, Mario Galasso, che sottolinea la profondità umana e pastorale dell’esperienza vissuta insieme:
È stata una settimana intensa, ricca di incontri e di confronti profondamente toccanti”. Un tempo di relazione che, nel contesto drammatico della guerra in Ucraina, ha reso ancora più evidente il valore del servizio alle persone fragili: “Il gemellaggio con la Caritas di Volyn ci ha permesso di toccare con mano e di sentire nel cuore quanto, in un tempo di guerra come quello che stanno vivendo i nostri amici e fratelli ucraini, il servizio alle persone fragili diventi ancora più delicato e imprescindibile. I poveri, gli anziani, i malati, i bambini sono le vittime più esposte: spesso, le vittime delle vittime”.

Nel racconto di Galasso emerge con forza lo stile Caritas, condiviso anche oltre i confini nazionali: “Per il mondo Caritas, ovunque si trovi, le persone restano sempre al centro. È da loro che si parte: dall’incontro con un volto, con una storia concreta. Solo dopo emergono i bisogni; prima vengono la vicinanza, la prossimità, l’accompagnamento”. Un approccio che ha trovato nella settimana di gemellaggio un terreno fecondo di confronto e crescita reciproca: “Condividere la nostra esperienza con la loro, ascoltarci reciprocamente, cercare insieme come sostenerci e custodire il sogno di una Caritas «del dopo», capace di preparare già oggi la ricostruzione umana e sociale, è stato un dono prezioso”.

Durante la visita, la delegazione di Volyn ha potuto osservare da vicino alcune esperienze che hanno suscitato particolare interesse. A raccontarlo è padre Volodymyr Kmet, direttore della Caritas della regione ucraina: “Durante la visita alla Caritas di Rimini, tre realtà ci hanno colpiti in modo particolare, perché nel nostro Paese non esistono ancora servizi di questo tipo”.

La prima è stata l’Emporio solidale: “L’Emporio solidale è un supermercato dove non si usano soldi: le persone fanno la spesa con una tessera a punti, accompagnate dai volontari. Non ricevono pacchi preconfezionati, ma possono scegliere liberamente ciò di cui hanno bisogno, nel rispetto della loro dignità”. Un’esperienza che unisce aiuto materiale e relazione, e che per la delegazione rappresenta un modello da sviluppare anche in Ucraina: “Proprio questa possibilità di scelta e di relazione è ciò che li ha colpiti di più e che vorrebbero portare anche in Ucraina, attraverso la Caritas”.

Grande attenzione anche per il Fondo per il lavoro, capace di accompagnare le persone lungo percorsi di autonomia: “La seconda esperienza è lo sportello lavoro, che non si limita a segnalare offerte, ma accompagna le persone lungo tutto il percorso: dalla preparazione del curriculum ai tirocini formativi, creando relazioni umane che continuano nel tempo. Anche questo modello è visto come un esempio da replicare”.

Infine, il negozio di abiti vintage “Lazzaro”, che coniuga solidarietà, sostenibilità e inclusione.

Il gemellaggio non è stato solo occasione per presentare servizi e progetti, ma anche per condividere la vita della comunità riminese. Come sottolinea ancora Galasso, “al termine di questo cammino di gemellaggio, durante il quale abbiamo fatto conoscere i servizi della nostra Caritas ma anche la bellezza e l’accoglienza della nostra Rimini, portiamo con noi molto più di quanto abbiamo dato: il loro esempio, la loro forza e un’amicizia autentica, nata passo dopo passo in questi giorni”.
Un’esperienza che conferma come, anche nei tempi più difficili, l’incontro e la fraternità possano diventare segni concreti di speranza e di ricostruzione, già a partire dall’oggi.

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