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nell'anniversario di nascita

Carissimo don Gius. A Rimini incontro con uno dei primi allievi di don Giussani

di
Redazione
   
Tempo di lettura 3 min
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Giovedì 15 ottobre alle 21.15 a Rimini ci sarà un incontro con uno dei primissimi allievi del "Gius", don Luigi Giussani, al Liceo Berchet di Milano: Giuseppe "Peppino" Zola che presenterà il libro "Carissimo don Gius - Lettere postume al mio padre nella fede", edizioni Ares

La presentazione, promossa e organizzata dal Centro Internazionale "Giovanni Paolo II" per il Magistero Sociale della Chiesa e dal Centro Culturale “Il Portico del Vasaio”, si svolgerà nel Salone della Cripta di San Giuseppe al Porto, ingresso via Gulli, Rimini.

La presentazione della serata:

Lo chiamavano "don Gius" e ancora oggi continuano a chiamarlo amichevolmente così: "don Gius" o ancora più semplicemente e alla lombarda "il Gius". Sono i primissimi allievi che don Luigi Giussani, giovane insegnante di religione, ebbe nei primi Anni Cinquanta al Liceo Ginnasio "G. Berchet" di Milano. Uno di loro, Giuseppe "Peppino" Zola (per capirci, il suo nome si trova alla pagina quattro, cioè agli inizi, del primo volume della storia di Comunione e Liberazione, opera di monsignor Camisasca) ha scritto un libro intitolato "Carissimo don Gius - Lettere postume al mio padre nella fede", edizioni Ares, che sarà presentato dall'autore stesso a Rimini il 15 ottobre. La data, non casuale, è quella che ricorda il giorno di nascita del prete brianzolo, oggi venerato come Servo di Dio, 104 anni fa. 
Ha raccontato Zola in un'intervista al periodico "Il Timone", rievocando quei primi tempi: "ero molto lontano dalla fede, immerso nella cultura laicista anticattolica del tempo che negava potesse esserci un nesso tra ragione e fede, alimentando la polemica contro tutto ciò che il cristianesimo proponeva. In questo clima, lui si presentò in classe quasi di corsa, perché aveva fretta di proporre a noi giovani i fattori elementari dell’esperienza religiosa e cristiana. Ebbero così inizio memorabili dibattiti. Nel libro racconto il percorso che mi portò, alla fine del liceo, a convertirmi a ciò che Cristo ci ha annunciato, aderendo alla comunità che, tra gli studenti, rappresentava la presenza concreta della Chiesa".
La personalità e il metodo del "Gius"?
"Non imponeva nulla, ma ci invitava a porci le giuste domande, ad essere leali innanzitutto con la nostra esperienza umana, seriamente affrontata. Ciò che ci ha affascinato e ha convertito tanti è stato l’annuncio, in ogni occasione, che Cristo c’entra con l’intera esistenza, in tutti i suoi aspetti. Cristo come origine di ogni vera novità. Così tutto, nulla escluso, ha senso, e ciò permette di affrontare lieti ogni circostanza".
Dunque, il tema vero dell'incontro con Zola non è il ricordo dei bei tempi andati, ma l'attualità della proposta di vita di fede avanzata da don Giussani, oggi presente in comunità sparse in tutto il mondo.

la locandina

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