Cala la cassa integrazione, ma ci sono campanelli d'allarme che preoccupano
Dati in chiaro scuro per l'utilizzo degli ammortizzatori sociali in provincia di Rimini nel primo semestre dell'anno. Da una parte, infatti, c'è una diminuzione complessiva del ricorso alla Cassa integrazione, che però nel secondo trimestre è tornata a salire. In provincia, si legge nell'Osservatorio INPS – i cui dati sono stati elaborati dal Dipartimento Politiche Contrattuali CGIL Emilia-Romagna, le ore usate nel semestre sono state 2.362.592 (-25,1% sul 2025), un calo comunque inferiore alla media regionale (-30,2%).
A livello regionale se il confronto semestrale è in netto calo, l'andamento mensile del trimestre aprile-giugno mostra una risalita: dalle 3.715.130 ore complessive di aprile si scende a 3.126.828 a maggio, per poi risalire a 4.522.856 a giugno, il valore mensile più alto del trimestre (+44,6% su maggio). Un dato, quello di gennaio- giugno 2026, che resta comunque il più basso registrato dal 2019 a oggi, ben lontano dal picco di 294,7
milioni di ore del 2020. Il calo complessivo è trainato dall'industria (20.925.910 ore, -34,2%), mentre crescono l'edilizia (803.740 ore, +8,9%) e soprattutto il commercio (1.281.898 ore, +213,1%). Il comparto artigianato censito da INPS crolla a sole 1.632 ore (-93,4%), ma il dato non trova conferma nei flussi del Fondo bilaterale FSBA, che nei primi cinque mesi del 2026 mostra invece una crescita costante: da 464 aziende e 2.874 dipendenti coinvolti a gennaio a 535 aziende e 3.375 dipendenti a maggio. In crescita anche il ricorso al Fondo TIS per i lavoratori somministrati, che tocca il picco di 245 dipendenti coinvolti a giugno.
Provincia di Rimini: il calo c'è, ma resta tra i più contenuti della regione. Dentro i numeri si muovono dinamiche settoriali che meritano attenzione: nel meccanico, comparto storicamente più esposto, le ore calano del 23,7% ma restano pari a 1.428.612; nell'abbigliamento il calo è del 58,0%; la chimica, gomma e materie plastiche registra invece un balzo del +536,4% sul 2025 (da 68.930 a 438.700 ore, +1.915,3% sul 2024). In crescita anche l'edilizia artigiana (+25,7%) e l'industria delle costruzioni (+0,5%).
Un calo che non può essere letto come segnale univoco, spiega il sindacato. La crescita della causale Riorganizzazione e crisi nella Cassa straordinaria, la risalita delle ore nel mese di giugno e l'aumento dei lavoratori artigiani coinvolti nei fondi bilaterali indicano un tessuto ancora attraversato da tensioni. A Rimini, dove la riduzione resta tra le più contenute della regione e dove il comparto chimico segna un'impennata da monitorare, la domanda resta la stessa posta un anno fa:
rendere strutturale il Tavolo provinciale di gestione delle crisi, anche in considerazione della ridefinizione e del rafforzamento del ruolo delle province previsto nel percorso del riordino territoriale, soprattutto in un territorio come il nostro particolarmente esposto. Inoltre, i dati in calo, ci raccontano anche di chiusure, di
licenziamenti collettivi e la fine del contatore della cassa integrazione utilizzabile dalle imprese. Per rispondere alle crisi e progettare il futuro sono necessarie iniziative concrete a sostegno degli investimenti nel manifatturiero.










