no a caos e polemiche
Chiude il centro islamico di Borgo Marina. Scelta della comunità che lo vive
In foto: @newsrimini
di Redazione
Arriva la chiusura immediata per il Centro Culturale Islamico Al Tawhid di via Giovanni XXIII a Rimini. Nessuna imposizione esterna alla base ma la scelta della comunità che ogni giorno frequenta e prega in quel luogo. Il tempo di sospensione delle attività (fino a data da destinarsi), viene spiegato, servirà per una fase di riorganizzazione interna. Una decisione difficile ma quel posto, che all'inizio era solo punto di riferimento della comunità bengalese, nel tempo "è cambiato, sono arrivate tante persone e la gestione, soprattutto in alcune giornate, è diventata complicata". Sono cresciute le tensioni con il vicinato e il sovraffollamento ha snaturato l'identità originale del luogo. I responsabili della moschea spiegano come amino e rispettino Rimini, luogo che hanno scelto come loro casa, dove lavorano e vanno a scuola i loro figli. In merito al dibattito politico, spesso aspro, sull'eventuale spostamento della moschea commentano: "Non era nostra intenzione che tutto questo avvenisse: il nostro unico desiderio è vivere e lavorare in pace a Rimini". I responsabili del centro hanno avuto un confronto con il sindaco e la decisione è stata presa pensando che "porterà con sé solo cose positive per il futuro: anche noi respingiamo il caos, le troppe persone accalcate, le polemiche, la diffidenza che spesso si sono create intorno a quello spazio". Per creare una nuova progettualità viene chiesto un cammino condiviso con città e istituzioni.
La nota con cui viene annunciata la chiusura
Buongiorno Città di Rimini,
a partire da oggi il Centro Culturale Islamico Al Tawhid, di Corso Giovanni XXIII, rimarrà chiuso. Abbiamo già comunicato ai fratelli e alle sorelle della comunità che tutte le attività e le funzioni del Centro sono sospese fino a data da destinarsi. La nostra decisione discende dal profondo amore e rispetto che abbiamo nei confronti della città e dei cittadini di Rimini. Rimini è la città dove abitiamo da anni, dove lavoriamo, dove vanno a scuola i nostri figli e i nostri nipoti. Siamo consapevoli che l'utilizzo del Centro, fatto nel corso del tempo, si sia progressivamente scostato dalle intenzioni originarie che vedevano lì semplicemente uno spazio di riflessione religiosa, di confronto, di scambio culturale, di relazione e amicizia dedicato ai componenti della comunità bengalese di Rimini. Ma via via lo spirito iniziale è mutato, sono arrivate tante altre persone, la gestione soprattutto in alcune giornate della settimana è diventata più difficoltosa. Questo ha creato disagi e problemi di coesistenza con la città e i residenti di questa meravigliosa parte di Rimini. Sappiamo bene che si è anche generato un dibattito politico, spesso infiammato e divisivo. Non era nostra intenzione che tutto questo avvenisse: il nostro unico desiderio è vivere e lavorare in pace a Rimini, la città dove vogliamo crescano e abbiano in futuro un lavoro i nostri figli.
Abbiamo riflettuto a lungo, ci siamo confrontati in questo percorso con le istituzioni e con il sindaco Sadegholvaad, e abbiamo scelto di sospendere da oggi le attività e prenderci tutto il tempo necessario per riorganizzare il Centro Culturale Islamico Al Tawhid. Ci vorrà pazienza, ci vorrà tempo ma useremo quella pazienza e questo tempo per migliorare ogni aspetto per rendere più armonioso il rapporto tra il Centro, le famiglie bengalesi che lo frequentano e la città di Rimini. Siamo convinti che questa decisione, non facile per la nostra comunità, porterà con sé solo cose positive per il futuro: anche noi respingiamo il caos, le troppe persone accalcate, le polemiche, la diffidenza che spesso si sono create intorno a quello spazio. E siamo sicuri che questa scelta permetterà una nuova partenza in cui le attività del Centro Culturale Islamico Al Tawhid potranno integrarsi in maniera più alta e armonica con la vita di tutta la città di Rimini. Nell’orizzonte della nostra comunità consideriamo comunque importante individuare in futuro anche un luogo di preghiera per l’Islam, che, seguendo quanto prescrive la Costituzione Italiana sulla libertà di culto, rispetti rigorosamente le leggi, le norme, le regole del diritto italiano. Ma questa prospettiva potrà diventare concreta solo attraverso un cammino e una relazione, da percorrere sempre insieme alla città e alle sue Istituzioni.
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