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Bernardi (PDL) sul futuro dei quartieri: non solo questione di costi.

di Redazione   
Tempo di lettura 2 min
Mar 11 Gen 2011 18:41 ~ ultimo agg. 14 Mag 04:00
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Bernardi auspica una partecipazione dettata dalla passione per il proprio territorio, ma soprattutto un peso maggiore per le istanze che dai quartieri e dai loro cittadini arrivano.

“L’abolizione dei quartieri é argomento piuttosto discusso, in realtà non é che una piccola goccia d’acqua nell’oceano degli sprechi nazionali,
ma da qualche parte bisogna pur cominciare.
Si devono ridurre i costi della politica,le clientele – spiega Bernardi – Riconosciamo l’importanza che potrebbero avere le circoscrizioni se fossero dalla parte dei cittadini, ma visto che sono il proseguimento nudo e crudo delle politiche dell’amministrazione,
francamente eliminarli e togliere qualche poltrona alla politica per ridare fiato alle casse ci sembra tutt’altro che sconsiderato, anzi
auspichiamo che si vada avanti nei tagli, andando magari ad incidere anche là dove la “sostanza” é ben maggiore.
In buona sostanza – prosegue Bernardi – o si danno ai quartieri quel decentramento, quei poteri e quelle responsabilità che sono stati un’altra promessa al vento di questa amministrazione, oppure se si vogliono mantenere cosi come sono gli eletti lo facciano gratuitamente, senza pesare sui cittadini, posso garantire che la città é piena di gente che se ne interesserebbe gratis, solo per passione e probabilmente sarebbero anche gestiti meglio.
Al quartiere 5 la maggioranza – lamenta Bernardi – ogni volta vota si,come successo con la recente votazione al PSC, dove pur essendo il nostro quartiere il più colpito, non ha esitato a votare a favore.
Ricordo votazioni di bilancio con cittadini che imploravano la maggioranza di votare contro, per dare un segnale, ma invano.
Alle interrogazioni dei consiglieri non risponde nessuno, le raccolte di firme autonomamente organizzate dai cittadini per i più svariati
motivi sono costantemente disattese, le priorità per il quartiere votate all’unanimità da tutte le forze politiche sono le stesse da 30 anni, ma non si fanno mai”.

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