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Autonomia del Tibet, religioni, terrorismo: il Dalai Lama parla alla stampa

di Redazione   
Tempo di lettura 4 min
Ven 29 Lug 2005 16:53 ~ ultimo agg. 11 Mag 08:52
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Sono stati alcuni dei temi al centro della conferenza stampa tenuta al Grand Hotel dal Dalai Lama, cittadino onorario di Rimini.
Un personaggio che affascina perché il suo carisma si sposa alla semplicità. Capace, con la stessa naturalezza, di parlare di grandi temi come di mostrare entusiasmo quando gli portano un ventilatore. E’ lui il primo a non volersi porre su un piedistallo: “Sono un normale essere umano, come gli altri 6 miliardi di esseri umani”.
Il Dalai Lama trasmette serenità, anche quando parla della situazione del popolo di cui è leader politico e spirituale, che da anni vive in esilio dopo l’occupazione cinese del Tibet.
Sul suo popolo, ha detto: “Io non sto cercando l’indipendenza per il mio Paese, perché credo che sei milioni di tibetani sarebbero in una situazione favorevole se stessero insieme a 100 milioni di cinesi. Non ci si può infatti opporre a una popolazione così grande. Fin dall’inizio io ho sempre richiesto questa autonomia che esiste già nella Costituzione cinese per il Tibet. Credo che questo sia un fattore positivo”.
L’incontro col Dalai Lama non può non toccare il tema più attuale in queste settimane, il terrorismo.
“E’ una grande tragedia” – spiega, ma non si possono fare generalizzazioni contro determinate religioni. Non conosco bene l’Islam, dice, ma so che chi sparge sangue non è riconosciuto come un vero musulmano. E’ allora fondamentale il dialogo: “tutte le religioni hanno l’obiettivo di rendere buono il cuore degli uomini e benevolente verso gli altri. E’ da qui che bisogna partire ed è questo l’impegno che il Dalai Lama sente più urgente.
“Gli eventi dell’11 settembre e quelli seguenti – ha detto il Dalai Lama – sono davvero una grande tragedia. L’oggetto dell’ira di chi perpetra questi atti é uno, mentre invece chi soffre sono gli innocenti. Questo ha scosso il mondo, però devo dire la verità: noi a Dharamsala non abbiamo sentito tutte queste scosse. E voi a Rimini – ha chiesto a sua volta -avete sentito che qualcosa é cambiato? Non state
conducendo la vostra vita come avete sempre fatto?”.
Nella storia dell’umanità – ha aggiunto il Dalai Lama – “ci sono stati sempre fatti eclatanti motivati dall’odio, mentre
oggi questi fatti terroristici sembrano essere diversi, dovuti all’uso di una certa tecnologia a scopo di distruzione”. Ad esempio, “per quanto riguarda gli attentati dell’11 settembre 2001 sono entrati in azione aerei pieni di carburante che sono stati usati come una bomba. La tecnologia, se viene unita all’odio, la distruzione che può arrecare all’uomo, é veramente grande”. Da questo punto di vista il Dalai Lama ha aggiunto: “Credo che il mio sforzo nel promuovere l’armonia tra le diverse tradizioni religiose avrà nel futuro un buon
risultato”.
Il Dalai Lama si mostra anche intrattenitore capace di strappare sorrisi. Come si fa a trovare la strada per la felicità in un periodo difficile come questo, gli chiedono. “Lo chiedete proprio voi italiani, il popolo più sorridente che conosca?”. E quando gli viene chiesto un parere sui possibili mandanti delle recenti stragi, risponde “Magari lo sapessi. Con le taglie, mi riempirei di soldi”.
Sabato il Dalai Lama, dopo l’incontro in mattinata con 450 imprenditori al teatro Novelli, si trasferità a San Leo e Pennabilli, nel Montefeltro.
Oggi, invece, dopo un incontro in Comune, alle 18 terrà un discorso pubblico al Parco Marecchia sul tema “Etica e società civile, consapevolezza ed emozioni”.
Le giornate riminesi sono state promosse dall’Associazione Italia Tibet e dalla Società Ioe’, con il patrocinio del Comune e della Provincia di Rimini e dell’Associazione Anima.
A margine, però, un caso diplomatico: la visita del Dalai Lama non avrebbe toccato San Marino per l’opposizione dell’associazione San Marino-Cina.

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