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il processo di primo grado

Arriva la condanna per la maestra riminese accusata di maltrattamenti a scuola

In foto: Le immagini raccolte dai Carabinieri di Rimini
Le immagini raccolte dai Carabinieri di Rimini
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Redazione
   
Tempo di lettura 2 min
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Loredana Pacassoni, maestra 68enne oggi in pensione, è stata condannata in primo grado dal giudice Elisa Giallombardo a una pena di due anni, otto mesi e dieci giorni per l’accusa di maltrattamenti nei confronti dei bambini delle scuole dove lavorava. Il pubblico ministero Davide Ercolani aveva chiesto la condanna a 4 anni e tre mesi. E’ questo l’esito del processo di primo grado, che ha visto come pm d’udienza questa mattina Simona Bagnaresi. L’imputata è stata anche condannata al risarcimento di circa 100mila euro complessivi, in solido con il Comune di Rimini, di tutte le parti civili costituite: una provvisionale di 2.500 euro per ciascun bambino, oltre alle spese di costituzione per ciascuna delle 16 parti civili (circa quattromila euro a testa). Sedici le famiglie che hanno fatto causa per la vicenda. Il Comune di Rimini è stato citato in giudizio come datore di lavoro della donna.

La Pacassoni fu arrestata nel 2016. Le telecamere nascoste installate all’epoca dai carabinieri di Rimini dopo la segnalazione di una collega nei luoghi di lavoro della donna, maestra di scuola di infanzia, immortalarono strattonamenti, schiaffi sulle mani, e bambini sollevati da terra con forza, oltre a grida e minacce.

Annunciando il ricorso in appello gli avvocati Moreno Maresi e Mattia Lancini, difensori della Pacassoni, hanno rilasciato la seguente dichiarazione: “Sebbene sia stata ridimensionata la richiesta del pm, che aveva chiesto la condanna alla pena di anni 4 e mesi 3 di reclusione, riteniamo la sentenza ingiusta e per questo motivo andremo a proporre appello non appena depositate le motivazioni. Si rammenta che in occasione dell’applicazione della misura cautelare, venne proposto ricorso al Tribunale del Riesame di Bologna, che il 12 maggio del 2016 revocò il provvedimento restrittivo in danno della maestra. In particolare il Tribunale di Bologna affermò , in maniera condivisibile, come le modalità di relazionarsi con i bambini non fossero mai trascese in condotte violente e che la maestra non sia mai ricorsa alle percosse per mantenere la disciplina nella classe”. Per il deposito delle motivazioni bisognerà attendere 90 giorni.

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