Aggressioni, insulti e minacce alla compagna incinta
Un uomo di 31 anni, residente a Rimini, accusato di maltrattamenti in famiglia e lesioni personali ai danni della compagna convivente è stato chiesto il rinvio a giudizio dal pm Luca Bertuzzi che ha coordinato le indagini della Squadra Mobile. Secondo il quadro accusatorio, l'imputato avrebbe sottoposto la donna a un "regime di vita vessatorio e umiliante" dal maggio 2024 all'aprile 2026. Sono diverse le circostanze aggravanti: le violenze, infatti, si sono verificate anche mentre la vittima era in stato di gravidanza, in presenza del figlio minore e in concomitanza con lo stato di ubriachezza abituale dell'uomo.
Le indagini, svolte in regime di "Codice Rosso", hanno portato alla luce una quotidianità fatta di insulti denigratori, minacce di morte in preda a scenate di gelosia e pressioni psicologiche. La rabbia dell'imputato si sfogava frequentemente anche contro le mura domestiche, con suppellettili, porte e specchi presi a calci e pugni. Almeno due gli episodi di violenza fisica specifici contestati nel capo d'imputazione: a febbraio, l'uomo ha colpito la compagna con svariati pugni alla spalla e al braccio. Più recentemente, lo scorso aprile, l'ha afferrata per il collo stringendola e strattonandola con violenza, azioni per le quali la vittima ha dovuto ricorrere alle cure del Pronto Soccorso dell'Ospedale Infermi di Rimini, dove le è stata diagnosticata una grave reazione d'ansia da maltrattamento con una prognosi di sette giorni.
Accogliendo la richiesta della Procura, il gup Raffaella Ceccarelli, ha emesso il decreto di fissazione dell'udienza preliminare. L'imputato, assistito dal proprio difensore di fiducia Antonella Manica, dovrà comparire davanti al giudice nel gennaio del 2027.










