Aggiornamento legge urbanistica. Parma (Pd): Rimini esempio di rigenerazione
Un consumo di suolo netto che scende al livello più basso degli ultimi cinque anni, oltre 20.700 ettari di previsioni insediative non attuate cancellati. A questo si aggiungono i 248,1 milioni di euro di investimenti attivati per 191 interventi di rigenerazione urbana in 175 Comuni e 38 milioni di euro che hanno permesso di liberare circa 80 ettari di terreno in 22 siti inquinati. È il bilancio da cui parte la Regione Emilia-Romagna per aprire una nuova fase delle politiche di governo del territorio e, a quasi nove anni dall’approvazione della legge urbanistica regionale, avviare il percorso per il suo aggiornamento.
I risultati sono stati presentati all’Opificio Golinelli di Bologna in una giornata pensata per fare il punto su quanto realizzato nei territori e, allo stesso tempo, per avviare il confronto sulle modifiche alla legge regionale 24 del 2017, a partire dall’esperienza maturata in questi anni e dalle nuove sfide ambientali, sociali ed economiche.
“Il percorso che si apre oggi sulla revisione della legge urbanistica regionale non parte da zero: parte da una stagione di interventi, investimenti e trasformazioni che ha già prodotto risultati concreti nei nostri territori. Ora abbiamo il compito di consolidare quanto costruito e dotarci di strumenti ancora più efficaci per affrontare le nuove sfide”. Lo sottolinea la consigliera regionale Alice Parma a margine dell’iniziativa “Qui c’è qualcosa che torna. Rigenerare i territori, ripensare la legge urbanistica” che dà avvio al percorso regionale di confronto sulla legge urbanistica e sul governo del territorio. La legge regionale 24/2017 ha segnato un cambio di paradigma, mettendo al centro il contrasto al consumo di suolo e la rigenerazione della città esistente. In questi anni questa impostazione si è tradotta in 213 interventi di rigenerazione urbana e bonifica ambientale in Emilia-Romagna, sostenuti da risorse regionali e del PNRR. “Il territorio riminese è un esempio concreto di questo lavoro – prosegue Alice Parma – Sono 17 gli interventi finanziati in provincia, per complessivi 23,7 milioni di euro tra risorse pubbliche da bando e cofinanziamenti. Da Novafeltria a San Leo, da Morciano a Santarcangelo, da Cattolica a Riccione e Misano, sono stati recuperati edifici, spazi pubblici e aree degradate, con nuove biblioteche, centri culturali, piazze, parchi e luoghi per le comunità”. A Rimini questa stagione di rigenerazione trova esempi importanti nella trasformazione del Parco del Mare e nel recupero delle ex colonie. “Penso in particolare all’ex Colonia Enel, un luogo rimasto per decenni in stato di abbandono e che oggi può tornare a essere uno spazio pubblico a disposizione della città, che dialoga con il Parco del Mare e con la direzione verso cui vogliono andare la città e la Riviera. È esattamente questo il senso della rigenerazione: trasformare aree degradate e patrimonio inutilizzato in nuovi luoghi di socialità, servizi e qualità urbana”. “È da queste esperienze che dobbiamo partire. La nuova legge dovrà consolidare ciò che ha funzionato, semplificare gli strumenti dove necessario e affrontare le nuove sfide: cambiamento climatico, resilienza urbana, abitare, recupero delle aree dismesse e trasformazioni economiche e produttive”. Il percorso regionale prevede una prima fase di ascolto e coprogettazione nei territori, con incontri nelle Province e il coinvolgimento del Patto per il Lavoro, il Clima e l’Economia Sociale, prima della definizione della proposta di legge e del successivo iter istituzionale. “La sfida è fare della rigenerazione non soltanto una somma di buoni progetti, ma un modo ordinario di governare le trasformazioni del territorio. Il Riminese ha già dimostrato che è possibile: ora si tratta di mettere a sistema questa esperienza” conclude la consigliera dem.










