Affitti brevi raddoppiati. Magrini: distorsione a danno delle famiglie che cercano casa


Sono oltre 8300 gli appartamenti riminesi destinati ad affitti brevi, AirBnb, Booking e altre soluzioni sulla falsariga, con un raddoppio rispetto agli anni pre-pandemici. E’ una stima fatta sulle 12.563 abitazione che sono ufficialmente senza nucleo residente. “Si conferma il trend in continua espansione – conferma l’assessore al bilancio Juri Magrini -. Formule nate sulla scia della sharing economy che però stanno attanagliando il mercato immobiliare residenziale. Sebbene il Comune di Rimini ancora regga rispetto ad altre grandi città dello Stivale, la crescita degli affitti a breve termine a sfavore di quelli a lungo termine sembra inarrestabile”.
Si stima che soltanto Airbnb nella sola città di Rimini abbia un giro di affari intorno ai 3,8 milioni all’anno di euro. “La logica che, come amministrazione comunale, non è quella della soppressione, ma quantomeno della regolamentazione, considerando che questo tipo di offerta, in tutto il mondo, sta ottenendo una crescente adesione da parte dei viaggiatori. E lo stiamo facendo con un’azione congiunta di misure pubbliche e private che hanno lo scopo di immettere sul mercato nuovi alloggi per così dire tradizionali e di arginare, per quanto possibile, gli effetti distorsivi degli alloggi turistici che tolgono disponibilità e spazi per le famiglie”.
Anche quest’anno il comune ha aumentato l’aliquota dell’imposta di soggiorno per le locazioni a breve termine, con un ulteriore scatto dal 4% al 5% del corrispettivo, e con un innalzamento della tariffa da 0,70-1 a 1,50 sino a 2 euro per i pernottamenti effettuati in unità abitative come B&B, case per ferie, appartamenti vacanze eccetera. “Questi sono gli ‘arnesi’ che abbiamo per provare a limitare questo fenomeno che si ripercuote sia sulle fasce deboli che su quelle medie, dalle famiglie ai singoli cittadini. Anche il pacchetto straordinario Casa Rimini da oltre 30 milioni di euro si inserisce proprio in questo percorso che vuole dare una scossa a questa situazione di ‘paralisi’, riaprendo ‘le porte’ agli affitti familiari attraverso anche a una serie di agevolazioni e garanzie per i proprietari che scelgono la strada degli affitti lunghi. Noi ce la stiamo mettendo tutta, ma è ovvio che dal Governo deve arrivare una risposta in termini legislativi che smuova le acque e che non lasci i cittadini soli alla ricerca ‘della casa che non c’è’. Serve una stretta coraggiosa”