Aborto in casa. La rilfessione di Prolife: basta un click per comprare morte
Prolife insieme interviene dopo la drammatica notizia di una donna di 33 anni che ha rischiato di morire dopo aver abortito in casa, superato il tempo massimo previsto dalla leggi, utilizzando farmaci comprati all'estero e che ora è indagata (vedi notizia).
In una lettera inviata alla redazione scrive Angela D'Alessandro, di Prolife insieme: "Ecco dove può portare la banalizzazione dell'aborto. Perché succedono queste cose? Perché l'aborto farmacologico viene spacciato per sicuro, facile, da poter essere eseguito, nella fase finale, anche a casa. Non serve ricovero. Invece è più che mai necessario far capire che questa RU486 non è zucchero! È composta da due farmaci potentissimi. Il mifepristone che blocca la gravidanza ed uccide l'embrione e il misoprostolo che provoca contrazioni ed espulsione. Se presi senza controllo medico possono anche uccidere la donna. Emorragie, infezioni, aborto incompleto, shock. Sono gli effetti collaterali di questi killer. Hanno fatto passare un'idea sbagliata e questa donna ci ha creduto. Ha creduto che l'aborto fosse un diritto senza conseguenze.
Rischiando davvero troppo. Non riesco però a non pensare anche a quel corpicino già formato. 16 settimane sono tante, troppe. Non che a una settimana vada bene, intendiamoci. È sempre soppressione di una vita nascente. Questa cultura dello scarto, portata all'ennesima potenza, mi fa riflettere, non senza tristezza, anche su questa mamma mancata. La libertà tanto acclamata si è trasformata per lei in solitudine prima,
e in terrore poi. Ma la cosa a cui dovremmo prestare attenzione, anche con orrore, è che basta un click per poter comprare la morte. Senza aver prima parlato con un medico, senza sapere cosa si rischia.
Prendendo addirittura la pillola oltre il tempo consentito. Senza sapere che quello che succederà sarà un parto. Come è possibile che questi killer si possano acquistare in rete? Ma sarebbe questa la libertà?
Un bambino muore, una donna viene "presa per i capelli" e il mercato nero ringrazia".










