Abortisce in casa dopo il tempo consentito con un farmaco acquistato all'estero
Voleva abortire, ma erano passati i tempi previsti dalla legge e, per riuscire nel suo intento, ha acquistato un farmaco che, oltre al feto, ha rischiato di far morire anche lei. La donna, una 33enne al quarto mese di gravidanza, è arrivata durante la notte in Pronto soccorso a Rimini con una forte emorragia.
Ai medici che l'hanno presa in cura ha raccontato di aver preso un farmaco che procura l'aborto acquistato in Perù e di aver interrotto la gravidanza in casa. Sentendosi male ha chiesto aiuto ai familiari che l'hanno portate in Ospedale. La segnalazione alla polizia di Stato è quindi partita dal medico del Pronto soccorso e sul caso indaga la squadra mobile. La donna è stata indagata per aborto oltre il periodo di tempo previsto dalle norme: la legge 194, che prevede l'interruzione volontaria di gravidanza, la vieta dopo i tre mesi dal concepimento, senza un motivo medico.
Il sostituto procuratore Davide Ercolani ha aperto un fascicolo per aborto fuori legge, ha anche disposto la perquisizione e l'acquisizione per la conservazione necessaria agli approfondimenti medico legali del feto. Sul posto oltre agli agenti della Mobile anche quelli della scientifica. Bisognerà infatti appurare le settimane esatte del bimbo e se la 33enne ha fatto tutta da sola prima di arrivare in Pronto soccorso. Al momento la madre è indagata per concorso. Le pene per questo reato vanno da uno a quattro anni, mentre per la donna consenziente, reclusione fino a sei mesi.










