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sostegno di pd e m5s

A Roma la protesta dei comuni montani a rischio declassamento

In foto: La protesta a Roma dei sindaci
La protesta a Roma dei sindaci
di Redazione   
Tempo di lettura 2 min
Mer 13 Mag 2026 17:45 ~ ultimo agg. 17:55
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Nella mattina di oggi, mercoledì, davanti a Montecitorio c'è stata una partecipata manifestazione, organizzata dal Coordinamento dei Comuni, per dare voce a quei paesi montani che rischiano il declassamento. Amministratori e cittadini sono scesi in piazza per dire no al recente DPCM che rischia di tagliare risorse
importanti per le aree interne del Paese e che toglie, al momento, 346 comuni dalla classificazione montana.

Al fianco degli amministratori locali anche diversi esponenti della minoranza, come i riminesi Andrea Gnassi del PD e Marco Croatti del M5S

"Togliere questo status - commenta Croatti, che ha partecipato alla manifestazione - significa ignorare le difficoltà strutturali, logistiche e climatiche con cui queste comunità combattono ogni giorno; significa tagliare i fondi Fosmit, le premialità agricole, il bonus nati e le agevolazioni sul riscaldamento. Ma il danno più grave è sulla scuola: senza deroghe, molte classi montane spariranno, costringendo i bambini a spostamenti infiniti e spingendo i genitori ad abbandonare i paesi. Positivo il pronto intervento della Regione Emilia-Romagna, che ha deciso di sostenere i comuni del territorio esclusi dalla classificazione e dai relativi incentivi. Parliamo di realtà che non possono essere abbandonate a se stesse. Proprio per difendere i propri diritti e l'identità dei territori, 9 di questi comuni hanno già presentato ricorso al Tar del Lazio".

Il Gruppo parlamentare del Partito democratico ha incontrato alla Camera una delegazione di sindaci dei comuni montani. L'incontro è avvenuto subito dopo che la
Camera ha respinto la mozione presentata dal Pd sulle aree interne e sui criteri di classificazione dei comuni montani. "Apprendiamo che il governo starebbe chiedendo ai sindaci come risolvere le problematiche create da questa decisione: fanno i danni ma non trovano le soluzioni. E questo non fa ben sperare” ha sottolineato Marco Sarracino, componente della segreteria nazionale del Pd e responsabile Aree interne del partito. "Chiedevamo una netta marcia indietro sui criteri voluti dal ministro Calderoli, ma il voto contrario della destra dimostra che alle parole non seguono i fatti. Una maggioranza che si dice disponibile al confronto non può poi bocciare ogni intervento concreto per le aree interne” hanno aggiunto Andrea Gnassi e gli esponenti Pd.

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