A Riccione il congresso ANPI. Mattarella su Ucraina: in pericolo democrazie nate da antifascismo
Si è aperto questa mattina al palacongressi di Riccione il congresso nazionale ANPI, che si concluderà domenica, dal titolo “Và dove ti porta la costituzione”. Un lungo applauso ha salutato la memoria di Carla Nespolo, la Presidente nazionale ANPI scomparsa nell’ottobre 2020. Al congresso è arrivato un messaggio del presidente Sergio Mattarella, legato alla situazione in Ucraina: “L’invasione dell’Ucraina mette in pericolo le democrazie europee nate dalla lotta al nazifascismo”. “Pace e libertà, diritti delle persone e delle comunità, sono caposaldi inscindibili e costituiscono traguardi che i cittadini del Continente oggi intendono riguadagnare per comporre un nuovo quadro di sicurezza, di cooperazione, di convivenza”. “In questo contesto il congresso dell’Anpi, sarà certamente un momento importante di solidarietà attiva con chi sta resistendo”, avendo come “guida i principi, vivi e attuali, della nostra Carta costituzionale”.
Nella sessione inaugurale, il saluto del presidente della Regione Stefano Bonaccini e il saluto di Patrick Zaki: “Grazie ANPI per il vostro sostegno, continuate ad essere la voce dei prigionieri per reati di opinione”.
Nel suo intervento il presidente nazionale Gianfranco Pagliarulo ha parlato anche della guerra attuale: “Tornare alla politica vuol dire cogliere ogni occasione per spegnere l’incendio che, nelle sue proporzioni maggiori, vedrebbe l’Ucraina come campo di battaglia di un conflitto di dimensioni internazionali”. Pagliarini ha criticato l’invio di armi all’Ucraina e ha lanciato l’appello “Facciamo un 25 aprile di pace”.
Nel pomeriggio, il collegamento con la senatrice a vita Liliana Segre: “Proviamo tutti lo stesso senso di ripugnanza e di impotenza di fronte a questa guerra. Possiamo solo unirci nel chiedere un immediato cessate il fuoco, la fine dell’invasione, l’invio di rapidi aiuti alla popolazione civile, trattative a oltranza”
Tra gli interventi attesi, il card. Matteo Maria Zuppi, Maurizio Landini, Enrico Letta, Giuseppe Conte, Don Luigi Ciotti, Roberto Speranza, José Alberto Mujica Cordano (in collegamento), Stefano Bonaccini, Mattia Santori, Daniele Lorenzi, Emiliano Manfredonia, Valentina Cuppi, Maurizio Verona. Previsto un messaggio del Presidente della Camera Roberto Fico.
Il Congresso ha preso simbolicamente avvio a Riccione con la deposizione di una corona di fiori al Monumento ai caduti di tutte le guerre e al Monumento a Salvo D’Acquisto. Presenti il Sindaco Renata Tosi e il Presidente Pagliarulo.
Il messaggio del presidente Mattarella:
“L’Associazione Nazionale Partigiani d’Italia celebra il suo 17esimo congresso in un momento drammatico. L’ingiustificabile aggressione al popolo ucraino di cui si è resa responsabile la Federazione russa ha fatto ripiombare il Continente europeo in un tempo di stragi, di distruzioni, di esodi forzati che fermamente intendevamo non avessero più a riprodursi dopo le tragiche vicende della Seconda guerra mondiale. Ancora una volta sono le sofferenze delle popolazioni civili a scuotere in profondità le coscienze, a provocare ferite che non sarà facile rimarginare. II bersaglio della guerra non è soltanto la pretesa di sottomettere un Paese indipendente quale è l’Ucraina. L’attacco colpisce le fondamenta della democrazia, rigenerata dalla lotta al nazifascismo, dall’affermazione dei valori della Liberazione combattuta dai movimenti europei di Resistenza, rinsaldata dalle Costituzioni che hanno posto la libertà e i diritti inviolabili dell’uomo alle fondamenta della nostra convivenza.
La democrazia europea è stata garante di pace, motore di dialogo, di sviluppo e affermazione di valori di giustizia e coesione sociale. Ha saputo dare all’unità del Continente – pur con i suoi limiti – ordinamenti plurali e condivisi e oggi questa unità si esprime al fianco del popolo aggredito, chiedendo che tacciano subito le armi, che si ritirino le forze di invasione, che venga affermato il diritto del popolo ucraino a vivere in pace e in libertà. Sono i valori della Resistenza che, ancora una volta, ci interrogano.
In Ucraina e in tutta Europa. Pace e libertà, diritti delle persone e delle comunità, sono caposaldi inscindibili e costituiscono traguardi che i cittadini del Continente oggi intendono riguadagnare per comporre un nuovo quadro di sicurezza, di cooperazione, di convivenza.
Il congresso dell’Anpi, associazione che raccoglie l’eredità di coloro che hanno lottato per la libertà, sarà certamente, ancora una volta, un momento importante di testimonianza e di riflessione. Di solidarietà attiva con chi sta resistendo, di ricerca di una pace su cui ricostruire civiltà e diritto. I principi, vivi e attuali, della nostra Carta costituzionale agiscano da guida.
Il saluto di Patrick Zaki.
“E’ un grande piacere essere con voi oggi ed avere l’opportunità di pronunciare qualche parola all’apertura del congresso nazionale dell’ANPI. Purtroppo non ho avuto modo di approfondire il lavoro dell’ANPI prima di andare in prigione, ma la quantità di solidarietà e sostegno che ho ricevuto da voi è stata talmente grande da farmi sentire come se fossi uno di voi. Ho letto delle vostre attività e delle iniziative che si svolgono dagli anni ’40 e sono rimasto sorpreso dalla quantità di sforzi che generazioni di brave persone hanno fatto per rendere questo mondo un posto più sicuro e pacifico.
Come ricercatore, conosco l’importanza di raccogliere dati e raccontare le storie delle persone per difendere i loro diritti. Se nessuno conoscesse la mia storia, probabilmente sarei ancora in prigione anche in questo momento. Non avrei riconquistato nessuna parte della mia libertà se non fosse stato per ogni persona che ha deciso di essere la mia voce. Ecco perché voglio anche cogliere questa opportunità per menzionare le migliaia di prigionieri per reati di opinione in tutto il mondo che stanno perdendo la loro vita in prigione perché hanno detto la loro verità. Per favore, ricordatevi di loro e continuate ad essere la loro voce, come voi siete stati la mia quando ero nei loro panni. Non posso perdere questa occasione senza menzionare ciò che sta accadendo in Ucraina al giorno d’oggi e ciò che accade in Palestina ogni giorno, ma dopo un po’ in ogni guerra diventa normale sentire parlare del numero di vittime e di ciò che chiamano danno collaterale. Sono grato a tutti quelli che sono qui oggi, per aver dedicato un po’ del loro tempo a lavorare per ciò in cui credono. Grazie a tutti.












