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Decreto contestato

Consigliere parità. Pd: non vanno cancellate. Spinelli (FdI): funzioni restano

In foto: l’on. Domenica Spinelli
l’on. Domenica Spinelli
di Redazione   
Tempo di lettura 4 min
Ven 6 Mar 2026 15:24 ~ ultimo agg. 16:01
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Continua a far discutere lo schema di decreto relativo al nuovo Organismo per la parità al vaglio del Governo. Dal Pd dell'Emilia Romagna arriva un appello a non cancellare le consigliere di parità mentre la senatrice di Fratelli d'Italia Domenica Spinelli spiega che si tratta solo di una semplificazione visto che le funzioni non vengono meno ma confluiscono nel nuovo sistema dell’Organismo per la parità.

La posizione del PD dell'E/R

La consigliere di parità regionale non devono essere cancellate. A chiedere alla giunta di rappresentare al governo e al Parlamento la necessità di modificare lo schema di decreto relativo al nuovo Organismo per la parità, garantendo il mantenimento di una articolazione territoriale stabile e il rafforzamento delle funzioni delle Consigliere e dei Consiglieri di parità, è il Partito democratico con una risoluzione a prima firma Eleonora Proni. "La prossimità istituzionale è condizione essenziale per garantire accesso effettivo alla tutela, condividendo le critiche avanzate dalle parlamentari del Partito democratico su un testo che rischia di tradursi in una riduzione concreta della capacità di intervento delle Consigliere e dei Consiglieri di parità: per questo - spiega Proni - chiediamo al Parlamento di assumere una posizione di netta contrarietà, attraverso il voto, allo schema di Decreto Legislativo". La risoluzione impegna la giunta a sollecitare il mantenimento e il rafforzamento delle funzioni oggi esercitate dalle Consigliere e dai Consiglieri di parità regionali e territoriali, in particolare in materia di intervento nel contenzioso lavoristico, monitoraggio delle discriminazioni nei luoghi di lavoro e partecipazione ai tavoli istituzionali regionali e s promuovere, in sede di Conferenza Stato-Regioni, una posizione condivisa delle Regioni di contrarietà al Decreto, a tutela del principio di capillarità. Il Pd chiede anche che sia garantita, nelle more dell’entrata in vigore del nuovo assetto, la continuità piena dei presìdi territoriali e la valorizzazione delle competenze maturate.

Oltre a Proni, la risoluzione è sottoscritta anche da Marcella Zappaterra, Simona Lembi, Paolo Calvano, Fabrizio Castellari, Valentina Ancarani, Luca Sabattini, Luca Giovanni Quintavalla, Emma Petitti, Francesca Lucchi, Maria Laura Arduini, Andrea Massari, Alice Parma, Anna Fornili, Maria Costi, Elena Carletti, Barbara Lori, Andrea Costa, Lodovico Albasi e Niccolò Bosi.

La posizione di Fratelli d'Italia

"Mercoledì - scrive la senatrice Domenica Spinelli - è stato incardinato l’atto Senato n. 382 nella Commissione Affari Costituzionali, di cui faccio parte. Per questo ritengo opportuno fare chiarezza su alcune ricostruzioni che stanno emergendo in questi giorni rispetto a questo provvedimento, precisando che: L’idea che il decreto legislativo di recepimento delle direttive europee 2024/1499 e 2024/1500 comporti la cancellazione delle consigliere e dei consiglieri di parità territoriali, si tratta di una rappresentazione non corretta del provvedimento. Le direttive europee richiedono agli Stati membri di dotarsi di organismi per la parità caratterizzati
da requisiti più stringenti di indipendenza, autonomia e capacità operativa. Per questo il decreto istituisce un Organismo per la parità indipendente, che rafforza e coordina competenze oggi distribuite tra diversi soggetti, con l’obiettivo di rendere più efficace la tutela contro le discriminazioni, in particolare nel mondo del lavoro".
"Per quanto riguarda il sistema delle consigliere e dei consiglieri di parità - prosegue la senatrice -, occorre chiarire che la disciplina relativa a queste figure rientra nella parte del decreto riconducibile alle competenze del Ministero del lavoro e delle politiche sociali, responsabile delle politiche di pari opportunità nel mercato del lavoro. In ogni caso, le funzioni oggi svolte dalle consigliere e dai consiglieri di parità non vengono meno, ma confluiscono nel nuovo sistema dell’Organismo per la parità. Il decreto prevede inoltre la possibilità di istituire articolazioni territoriali, d’intesa con Regioni e Province autonome, per garantire la continuità delle attività sul territorio". "La riforma - conclude Spinelli - punta quindi a semplificare il quadro istituzionale rafforzando le tutele e assicurando una presenza efficace anche a livello territoriale, nel rispetto degli obblighi europei e senza nuovi oneri per la finanza pubblica". 

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