Cerimonia al parco
130 anni dalla nascita di Pertini: un legame con Rimini nato negli anni '70
In foto: la cerimonia per ricordare Sandro Pertini
di Redazione
Il parco intitolato a Sandro Pertini ha accolto venerdì pomeriggio una cerimonia, organizzata dall'Amministrazione comunale, per celebrare i 130 anni dalla nascita del presidente, nato il 25 settembre 1896.
All'incontro ha preso parte il sindaco Jamil Sadegholvaad, che ha deposto una composizione floreale ai piedi del monumento dedicato al presidente Pertini. Presenti anche l'assessore Francesco Bragagni, la vicepresidente della Provincia Daniela De Leonardis, il Capo di Gabinetto della Prefettura di Rimini Enrico Di Nunzio, il Senatore Marco Croatti e numerose autorità civili e militari insieme a rappresentanti sindacali e dell'ANPI.
La cerimonia, molto partecipata, ha permesso di ripercorrere anche il legame che unisce Pertini alla città: nel 1973, da presidente della Camera, aveva inaugurato nel parco dedicato ai Fratelli Cervi il monumento alla Resistenza dello scultore Elio Morri e dieci anni più tardi, nel 1983, era tornato in città da presidente della Repubblica per la chiusura delle Giornate Internazionali di Studio del Centro Pio Manzù, con tappe al Teatro Novelli e in piazza Tre Martiri.
Il parco porta il suo nome dal 2005, quando l'Amministrazione decise di dedicargli uno spazio cittadino accogliendo una proposta del Consiglio comunale: l'8 maggio di quell'anno venne scoperto il busto in bronzo realizzato dallo scultore riminese Pietro Giannelli, alla presenza della vedova del presidente, Carla Voltolina, e del senatore Sergio Zavoli.
"Mi ha sempre convinto l'idea - ha detto il sindaco Jamil Sadegholvaad, in un passaggio del suo saluto - che un parco, un'area verde frequentata da ogni generazione, sia intitolato a Sandro Pertini. Perché Pertini è stato forse il primo, forse l'unico, politico a essere gradito a tutti, travalicando le tifoserie degli schieramenti e dei partiti. 'Un partigiano come presidente' è una melodia che ci accompagna da sempre e che sintetizza allo stesso tempo l'etica, la coerenza, la storia e la popolarità di un uomo di quello spessore. Un uomo che ha combattuto e spesso pagato ogni battaglia che ha intrapreso, a partire dalla prigionia durante il fascismo. Non ha mai cambiato idea, e la sua idea è sempre stata quella che l'Italia è una democrazia, ma che la stessa democrazia ha bisogno ogni giorno di essere tutelata con le parole e, soprattutto, con i fatti."
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